martedì 27 settembre 2011

Quesiti esistenziali 1 e 2... E risposte

Questo è il secondo post di oggi, anche se di quello precedente non c’è più traccia. Il primo ha avuto una vita di poche ore, poi ho sentito la necessità impellente di cancellarlo. Era troppo boh. Era arrabbiato, ecco. Perché ero troppo arrabbiata io. La chiarezza con cui mi si è rivelato, oggi, quale tesi dovrei fare è stata destabilizzante, nella sua ovvietà. Non era destino che questa cosa finisse bene, evidentemente… Sarà mica perché il primo anno mi hanno fatta andare al Pedrocchi, nonostante non volessi? Vorrei fosse chiaro che NON VOLEVO! Evidentemente non conta… Risposta al primo quesito ottenuta.

La mia coinquilina figa, trentina e ruttona (stasera, dando fiato alle trombe, avrebbe potuto spegnere alquante candele… Fidatevi) mi chiede perché pure le donne che fanno parte della categoria “non so mettermi l’eye liner” sentono l’esigenza di comprarsi della roba da femenazze quando sono giù; ottimo secondo quesito per oggi. La risposta? Beh, vediamo... Compensiamo con dei beni materiali quello che non possiamo avere dal punto di vista emotivo, e questo ve lo può dire anche uno psicologo della mutua (con rispetto parlando). E pure io ve lo posso dire. Trovare qualcosa che ci faccia sentire belle rinfranca l’autostima lesa dalla tristezza del momento; se non belle, qualunque aggettivo positivo vi venga in mente. Colte (libri), fini (un qualcosa di molto raro e possibilmente anteguerra… Prima o seconda che sia, poco importa), cazzute (scarponi da montagna o pistole semiautomatiche). Basta comprare.
La domanda, ora, sorge spontanea: stiamo davvero meglio dopo la spesa? Si può comprare la felicità? Ovviamente no, ma il punto è riuscire a chiederselo nel momento in cui sei alla cassa con sei paia di scarpe, due borsette, tre vestiti e un cappotto. Ti senti sollevata per un buon 10 minuti, questo ve lo concedo; ma poi morta lì, ciao le balle, tanti saluti, arrivederci e grazie, torni a trovarci. Non bene. Se la spesa è piccola o rara ci si può stare, ma in caso contrario è il caso di farsi delle domande serie. “I love shopping” ci avrà pure insegnato qualcosa no? Si, che se spendi e spandi in dissolutezza troverai un uomo ricco e bello, lo sposerai e avrai dei figli. Brava Hollywood, educativa ancora una volta.

Canzone del giorno: A sangue freddo, de Il teatro degli orrori
http://www.youtube.com/watch?v=sIn3Z54fi5Q

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