Dopo una giornata all'insegna degli anatemi scagliati contro la Vodafone, per fare il post prendo spunto da un articolo che ho letto. No, stavolta vi risparmio gli articolo di StaiBene, per una volta posso avere anch'io pietà di voi: siamo sotto Natale, no? E allora... "Can science predict a hit song? Bristol PhD student Matt thinks so!"
http://www.findaphd.com/student/news.aspx?id=00202
Stavolta vi chiedo uno sforzo in più perché l'articolo è in inglese, ma è molto interessante. Qui si dice che all'università di Bristol sia stato trovato l'algoritmo della canzone perfetta. Ovvero, tramite qualche calcolo si può vedere se una canzone diventerà una hit o meno, basandosi su parametri quali tempo, durata, semplicità armonica, casino che fa. Ora, io adoro la musica. Proprio tanto. Passo metà del mio tempo a cantare (o gracchiare?), e l'altra metà a ricordare a me stessa di non farlo in pubblico o per strada. Sono sempre alla ricerca di qualcosa da ascoltare. Quindi mi sento particolarmente chiamata in causa in un articolo del genere. Parliamone. Al di là del poco "romanticismo" della cosa, quanto ci si può credere? Noi esseri umani siamo così prevedibili dal punto di vista dei gusti musicali, da essere matematizzabili? O l'idea è valida quanto l'algoritmo dell'amicizia di Sheldon? Qui si dice che l'algoritmo ci prende nel 60% dei casi, che non sarà una percentuale eccezionale ma supera abbondantemente il quorum. Fa un po' tristezza pensare di essere "artisticamente" prevedibili. E' mortificante. D'altronde... Se ascoltiamo la radio veniamo forse smentiti? Chi popola le nostre charts? A ben guardare, le canzoni più popolari si possono raggruppare in ben pochi generi: le unz-unz, le introspettive fino alla depressione, le mancanti di spina dorsale. La radio la ascolto ben poco, mi cerco cose di un altro genere... Ma quello che ascolto io è un po' troppo particolare per finire in top 10. Le vere hit sono come le patate, volendo rifarmi a un post di qualche tempo fa: non sanno di niente quindi non fanno schifo a nessuno, quindi "piacciono". E quindi plausibile che il tutto sia matematizzabile, ahinoi, per quanto vi siano fluttuazioni dovute ai gusti dell'epoca cui si fa riferimento.
Tra le curiosità dello studio, troviamo ad esempio che dagli anni '80 per il successo di una canzone assume particolare rilievo la ballabilità. Ma dai? Eppure negli anni '80 non ballava mica nessuno... Non l'avrei mai detto. Flashdance e Dirty dancing non mi avevano suggerito proprio niente.
Negli anni '80 avevano successo anche le ballate. Ma ballate come? Perché al giorno d'oggi si dice che le ballate le faccia Tiziano Ferro, e a me pare che semplicemente canti a scatti, come quando si impiglia(va) il nastro della cassetta nel videoregistratore. Come se si dimenticasse che sta cantando, e se ne ricordasse solo dopo un po'.
L'equazione funziona peggio alla fine degli anni '70 e all'inizio degli '80, segno che la musica di quel periodo era meno prevedibile e quindi più originale. Ora, qua mi pare che ci si sia un po' troppo fissati con gli anni '80. Piacciono pure a me, per carità, ma non possiamo stare dietro ai Dead or alive e soci vari in eterno. Vorrei avvertirvi che siamo nel 2011. Quasi 2012. Non è che l'autore ha un insoluto con gli anni '80? Non so, un trauma infantile, una canzone che l'ha turbato a vita, una partita mai vinta giocando col Commodore 16. Del disagio, insomma. Sarebbe una domanda da fargli.
Per mescolare le acque, il nostro amico ci dice che fino ai primi anni '90 andavano per la maggiore armonizzazioni semplici, mentre da quella data in poi prevalgono i tempi semplici, tipo il 4/4. Fritz, vorrei dirti che "primi anni '90" è quasi un modo per dire "tardi anni '80". Quindi anni '80 di nuovo. Esci da questo loop di Don't you forget about me, Time after time e Wouldn't it be good. Dai, che se ce la fai prometto di procurarti qualcuno in grado di cracckarti il giochino del Commodore.
Infine, ci si dice che di solito le canzoni intesta alla classifica sono "louder", aka fanno più casino. Sarà, ma io in cima alla top 10 non ho mai visto i System of a down. E non ditemi che gente tipo Red hot chili peppers fa casino, che da quando John Frusciante se n'è (ri)andato sono diventati ancora più mosci di quello che già stavano diventando. Se però per casino si intende un po' di unz-unz alla Lady Gaga, allora... Beh, come obiettare?
Canzone del giorno: per un post molto più serio di quanto avrei voluto, una canzone un po' ignoranta (per dirla alla nonna Erminia style) ci vuole. Make my day, The electric diorama
http://www.youtube.com/watch?v=tkyPikN2MeY
Interessante (e abbastanza inquietante) 'sta ricerca... ma se tutto ciò servirà a predire quello che ci piace per poi propinarcelo, tanto vale smettere ora, eh :)
RispondiEliminaGià... Che tristezza! Però devo dire che non mi sono troppo stupita, purtroppo!
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