domenica 18 dicembre 2011

Esegesi di un taglio mal riuscito

Questa canzone la adoro. Mi piace veramente tanto. Non solo perché amo il genere, ma perché è ben fatta, ha i violoncelli, il cantato è difficilissimo e la melodia è bella. Ve l'ho postata qualche giorno fa come canzone del giorno, ma con un video diverso... Questo, invece, è quello ufficiale. Ahinoi, tocca dire. Sarebbe stato meglio il fermoimmagine della copertina per tutti i 4:23 minuti della canzone. Paranoid circus dei Lyriel:


Il tutto comincia con il logo del nome del gruppo e della canzone, che ci fa presagire un'atmosfera metal-chic. Fin qui tutto ok. Partono i violoncelli, e vediamo quella che sarà la nostra protagonista: una tizia che dorme. Ripeto per chi non l'avesse inteso per bene: la protagonista, quella che dovrebbe guidarci nella storia del video, già DORME. Promette benissimo. Vitalità ed entusiasmo a bizzeffe già dal'inizio, pensa cosa sarà mai a fine canzone... Luci soffuse, carta da parati da carcerato, sottoveste modalità intrombabileforever e taglio di capelli che potremmo apprezzare meglio dopo, in tutto il suo cattivo gusto. Le tende color ocra (un colore che dovrebbe essere vietato per legge anche solo perché fa finta di non essere parente del beige) a righe si muovono mosse dal vento... Che poetico. Certo che la cucitura la potevano fare meglio, non a 8 metri da terra. Vabbè, metto a riposo la sarta inespressa che è in me, sennò non si va avanti. Ci si palesano il violinista e la violoncellista, e vediamo che c'è qualcosa che non va. Violoncellista bionda in tiro, con tanto di papillon, e violinista in cappellino da baseball: glielo spiegate voi, che stanno nello stesso video? Non dico essere vestiti uguali (sono abbastanza persuasa del fatto che il tizio non starebbe un granché bene con la camicetta di lei) ma almeno un minimo di coordinazione. Giusto perché non sembri che lei vada a una prima teatrale e lui a vedere il Chievo.
La nostra eroina (chiamata così solo per dovere di cronaca) dà segni di risveglio, scena nella quale si intravede un vestito dal corpetto rosso che salterà fuori anche dopo. Dai cara, svegliati. Che tra un po' iniziano a cantare e tu ti devi ancora alzare e lavare i denti. Sei un video ufficiale, ti pare il caso di farti trovare finché ti lavi le ascelle o simili? Un po' di creanza, diamine.
Bontà sua, la pulzella spalanca gli occhioni e si tira su. Chissà a che pensa, forse è indecisa se fare prima la colazione o una doccia. O forse pensa alla squacerla riflessa nello specchio che canta. E le invidia il taglio di capelli, dato che il suo è rimasto negli anni '80 o giù di lì. Perfino la Carrà ha dei capelli meno anacronistici. Forse vuole andare in bagno a tagliarseli un po', perché la vediamo alzarsi, afferrare uno stipite graffiatissimo per più tempo del necessario (guarda che, anche se stringi, non puoi strozzare uno stipite. Ti do questa notizia) e cammina. Dai che il bagno è a portata! Ce la puoi fare! E invece no, perché incappa nello specchio di cui sopra, dove le squacerle sono diventate due: alla mora di prima si è aggiunta infatti una bionda caduta di faccia nella terra da trucco. Abbastanza inquietante, tocca dire. Inoltre, invece di raggiungere il bagno per potersi così tagliare i capelli in santa pace, viene risucchiata nello specchio. Bendata e seduta su un trono, mentre le altre due le ronzano intorno cantando. Anzi, "ronzare" non è la parola più esatta. Diciamo che si passa da metal-chic a lesbo-chic, ecco. Ammiccamenti, carezze (specie da parte della bionda inquietante) e roba varia. Sbaglio o certi film porno iniziano così?
Inciso! Qui vediamo il gruppo, capitanato dalla squacerla originaria, che suona e canta in una stanza con della tappezzeria terribilmente accattivante. Si, se vivi nel periodo Rococò. La cantante inoltre si fregia del vestito col corpetto rosso che avevamo visto prima nella camera della sorella sfigata di Kim Carnes (giusto per non dire sempre Cindy Lauper, ecco), nonché di un paio di guantini neri. Ecco, la cosa che mi fa storcere più il naso in questo video è proprio come lei si muove finché canta. Capisco che non hai il microfono su cui fare conto, e che ferma immobile non ci puoi stare, ma minchia. Trasmetti la stessa convinzione delle vecchiette che attraversano la strada. Si, quelle che ci mettono sette ore, titubano e si fermano in mezzo alle strisce come se si fossero dimenticate perché sono lì e come ci sono arrivate. Non ondeggiare così, ti prego, che mi viene il mal di mare. Purtroppo neanche i primi piani sono un granché dalla tua parte, ma temo che ce ne dovremo fare una ragione.
Torna la nostra protagonista in vestaglia antisesso, che prima si vede nello specchio bendata e sul trono, e poi si trova sul medesimo trono ma in un corridoio la cui moquette urla "what a feeling" o una qualche altra hit altrettanto moderna, scegliete voi quale. Temo anche che fosse stata pulita alla medesima epoca, l'ultima volta. La foca si decide a sbendarsi (ci voleva un genio, tesoro?) e tutto quello che mi viene da dirle è "cambia truccatore". Vabbè. Qui la parte con la band e la squacerla in corpetto rosso è molto più imponente, il che rende ancora più evidente l'imbarazzo della giovane donna di fronte alla telecamera. Scene che ti fanno sperare che il video finisca presto, o almeno di avere del prosecco a portata. Miss sottoveste si incammina, forse per andare in cerca di un paio di forbici con cui sfoltire la frangia, e inizia la sua forsennata ricerca che la conduce giù per una rampa di scale (con delle balaustre di gran classe, oh si). Guardandosi indietro rivede la cantante mora, e meno male perché non ricordava bene come andasse fatta la scalatura del ciuffo. Arriva pure la bionda di prima, in una versione molto meno inquietante. Apprezziamo tanto, signora, grazie. Mentre 'ste due se la cantano, la protagonista continua a pascolare in giro nella casa che deve avere il tasso di umidità più alto del mondo, visto cosa stanno diventando i suoi capelli. Ok, è chiaro: il video è stato girato a Rovigo. Bastava dirlo.
Pascola e ripascola, arriva ad aprire una porta bianca. Nota: ora si manifesta in maniera del tutto evidente ciò che già si sospettava. Ovvero che la sottoveste le è troppo larga di tette. Dai cara, non è una tragedia... Ma vestiti della tua taglia per piacere. C'è chi può e chi non può: tu non può.
Cosa ci sarà dietro alla magica porta? Ma la band che se a canta, ovvio. Qui il gesticolare della mora diventa imbarazzante in modo colossale, e infatti aumentano gli stacchi sugli altri componenti del gruppo. Avendo uno strumento da suonare, sembrano se non altro meno impacciati. Primo piano della nostra protagonista (evitarcelo no, eh? No), ripresa dall'alto della band, squacerla che gira intorno a questa eroina dalla faccia anacronistica. Di nuovo ritornello, altra ripresa dall'alto, mora che gesticola sempre di più e che a 3:27 ci mostra le uscite di sicurezza neanche fosse una hostess Ryanair. Movenze di una che non sa più cosa fare, stacchi sul resto della band, primi piani evitabilissimi. Canzone che finisce con un "I'm so tired" e, coerentemente, la protagonista si ritrova a letto a dormire. Senza aver trovato uno straccio di forbice. Che ingiustizia.

Canzone del giorno: Avalon, Lunatica
http://www.youtube.com/watch?v=qxLr2kw4izY

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