Cosa vi viene in mente se vi dico "sembra talco ma non è, serve a darti l'allegria! Se lo lancio e lo respiri ti da subito l'allegria"? E non ditemi un pusher, lazzaroni. Sto parlando di lei, l'unica e sola: Pollon. Un altro trauma dell'infanzia anni '90, refuso degli anni '80. Lei per risolvere qualunque situazione ti buttava addosso una polverina e ti cantava 'sta roba qua. E poi chiediamoci perché al giorno d'oggi la droga è un grosso problema. Pollon era una bionda strampalata, tozza e stonatissima ("sono la figlia di Apooooollooooo") che gigioneggiava in giro per l'Olimpo insieme ad Eros. E faceva minchiate una dietro l'altra, incasinava la vita a tutti, ma se non altro ci ha insegnato qualcosa di mitologia greca. Io la adoravo, lei e tutto il corteo di dei estremamente educativi che si portava appresso; una su tutte Era, con una mise che la rendeva antesignana delle Pussycat Dolls. Ammettiamolo, quelle calze a rete e quel body rosso erano a dir poco equivoci, a maggior ragione quando tirava fuori la frusta per picchiare Zeus. Mi pare che al giorno d'oggi quelle così si chiamino "dominatrici". Dai, ammettetelo con me!
Zeus era un fedifrago senza sosta, Apollo un inetto, il Sole un fumatore, Afrodite una tiranna nei confronti di suo figlio. E questi sono DEI, tipo. Tipo i meglio di tutti. E poi chiediamoci perché ci creiamo delle aspettative così basse, nella vita. I cartoni ci hanno rovinato.
Abbiamo un capro espiatorio, ragazzi. Esultiamo.
Canzone del giorno: sapete che c'è? Non ho voglia di metterla. Tiè!
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