Come già sapete, io mi affido a delle piccole certezze che mi aiutano nel quotidiano. Tra queste, l'idea che se una giornata sarà di merda già lo capisci dalle prime ore del mattino. Che Murphy aveva stramaledettamente ragione, con la sua preziosa legge. Che ora che ho scoperto che O'Malley muore, non ho proprio più alcun motivo di tenere minimamente in considerazione Grey's anatomy (come se prima i motivi fioccassero). Che se hai uno sfogo cutaneo, tua sorella ti diagnostica minimo minimo la scarlattina. Che Ikea è il Lego 2.0. Che i mignoli dei piedi sono attratti dagli spigoli dei mobili. Che sgionfarsi di bagna cauda prima di fare il bagno non è una grande idea. Che le calze contenitive sono come il tubo Tucker: non funzionano. Che Bonolis e Fiorello fanno ascolti a prescindere. Che Jersey Shore è un'ebetata. Che la Littizzetto fa ridere e non poco. Che se ho il ciclo DI SICURO non mi metto a far provini da vj o lanci col paracadute.
Certezza di ben altro spessore è quella che sto per proporvi ora: la teoria delle patate. Che in origine si chiamava teoria della patata, ma capite bene che il doppio senso è dietro l'angolo. Anche se qualcuno, quasi sicuramente, lo avrebbe gradito.
Partiamo da questo presupposto: conoscete qualcuno a cui NON piacciono le patate? Il 90% di voi probabilmente risponderà di no, il 7% sospenderà la risposta in attesa di vedere dove voglio andare a parare e il rimanente 3% non avrà capito la domanda (signor 3%, fatti vedere da uno bravo. Serve sempre). Seconda domanda: perché le patate non fanno schifo a quasi nessuno? La risposta che do io è: perché non sanno di niente, quindi non possono proprio fare schifo. Il primo requisito per fare schifo è che il gusto si senta, è avere sapore. Ecco, lo stesso concetto si può applicare alle persone. Ci sono persone che sono come le patate; e con questo, non intendo gialle con la buccia marrone. Non intendo neanche che siano fornite di bernarde suppletive, nostri signori dei doppi sensi. No, voglio dire che c'è gente che non sa di niente, quindi non fa schifo a nessuno. Quindi "piace" a tutti. Per carità, ci sarà gente che piace davvero a tutti per motivi ben più validi, non lo escludo... Però per la maggior parte dei casi una persona che non sta sulle balle a nessuno è una persona patata. Le patate assumono il gusto dal condimento o dalla modalità di cottura, ma non sono saporite in sé. Il condimento alla persona patata lo fornisce chi ha di fronte, perché la patata è malleabile e si adatta. Di per se è un tubero con molti carboidrati e poca spina dorsale. Non ha gusto. Non ha carattere. Perché se qualcosa ha gusto o carattere, qualcuno a cui non piace prima o poi lo trova. Come trova qualcuno a cui piace.
Quindi la prossima volta che qualcuno vi dice che gli state sulle balle, o che siete dei rompicoglioni, o vi manda a cagare... Voi ringraziatelo, e gioite: vuol dire che non siete una patata.
Canzone del giorno: dopo aver pontificato come se fossi un'illuminata di sapienza divina, urge una canzone ignoranta per andare a pari. Così ignoranta da tendere al brutto. Angel, Shaggy.
http://www.youtube.com/watch?v=C8_P4pS5wl8
Merdaviglioso donna, complimenti...ma che mi dici delle patate fritte?? il fritto si sa rende gustoso anche un pezzo di copertone, e con esso acmhe le verdure e le frattaglie che non degneresti di uno sguardo. Come lo definiamo apllicato alle patate? l'apoteosi della banalità? la panacea dell'opinione pubblica? la banalità senza ketchup. anzi, cecap, coma dice il piccolo Jacopo. :o)
RispondiEliminaIl passaggio sulla modalità di cottura riguardava proprio questo: la frittura è un intervento che viene dall'esterno, indipendente dalla patata in sè... Siamo noi a conferire sapore al soggetto patata, che si adatta con una certa facilità. Il fritto in realtà meriterebbe un post a parte, ma fritto e patate insieme... Beh, qui si crea un mostro
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