martedì 8 novembre 2011

Pubblicità vs vita vera

Avete mai pensato a come potrebbe essere il mondo, se fosse davvero quello che vediamo nelle pubblicità? Secondo me sarebbe un disastro completo. Provate a pensarci... Intanto, saremmo pieni di famiglie così composte:
- padre trentenne
- madre venticinquenne
- figli dodicenni.
Qui c'è qualcosa che non va. Diamine, signori pubblicitari, a che età me l'avete fatta restare incinta 'sta donna? E poi ci stupiamo delle tredicenni d'oggi? Secondo voi la vostra testimonial a quell'età aveva già bellamente partorito. Ah, e come si presenta la  famiglia in questione? Allegra, felice e festante, con l'unica occupazione di mangiare tonnellate e tonnellate di pasta. Tutti magri come giunchi, ma si sfondano di carboidrati. Eeeeeeeh già. E giusto per non essere sessisti, è sempre la donna quella relegata al ruolo di cuciniera. Donna giovane, bella, magari fresca di miss Italia. Padre muscoloso e con la mascella volitiva. Bimbi angelici e deliziosi. Certo. Se crediamo anche a Babbo Natale, il quadro è completo.
Recentemente ci è stata proposta una variante di questo quadretto idilliaco: la mamma che prepara il pasto precotto, e lo fa così buono che il marito non la porta più fuori a cena, povera cara. Io la butto là: e andare fuori a cena SENZA tuo marito? Lascia che se li prepari lui i ravioli, gli agnolotti o qualunque altra roba in busta che gli propini. Sono quasi sicura che da solo ce la potrebbe fare, come tu potresti farcela a lasciarlo a casa con quel bambino acido che ti guarda storto quando lo speaker fa sparire la prelibatezza surgelata; e tu hai pure lo sguardo colpevole. Un po' d'orgoglio, e che diamine!
Proseguiamo: se un ometto alquanto piacente mastica un chewing gum e poi alita in una bottiglia, quando la sua amata l'aprirà verrà congelata con un'espressione che, beh... Dimostra la portata di ciò che quella bocca può contenere. Se state pensando male, avete interpretato il mio pensiero. Perché io penso ESATTAMENTE quello.
Terzo: tutti vogliono fare la cacca da Paolo. Ma la mamma di Paolo non dice mica niente? Hai voglia, a deodorare le evacuazioni di tutti gli amichetti del figlio.
Alessia Marcuzzi insegna: la stitichezza è donna. Mai un uomo stitico. Al massimo gli uomini hanno il cagotto quando sono in fila alla posta; una scusa come un'altra per mandarci noi donne.
Andrew Howe è pieno di gran belle figliole che gli girano intorno. Ma solo per fregargli la cioccolata. Diciamo che io al loro posto penserei ad altro, ecco. Poi ognuna faccia quel che crede.
Le donne in biancheria intima nera sono delle strafighe che si strusciano in una stanza piena di specchi. Cristo, quante di noi hanno così tanti specchi in un tugurio di stanza del genere? Forse non sono figa a sufficienza per capirlo, anzi di sicuro.
C'è gente che si applica del mastice sulla schiena e si appiccica ai tram per dire che fantastico conto in banca abbiano. Ma di notte vanno in deposito, o si staccano per tornare il giorno dopo? Non hanno una moglie gelosa del tram? Ma fanno sempre la stessa tratta o ogni tanto variano? Non ci dormo la notte.
C'è invece il presidente di un'altra banca che disegna cerchi nella sabbia. Cerchi su cerchi. Un insoluto con i diagrammi di Venn. Una terza elementare disastrosa, rovinata dalla matematica e da insiemi che non si intersecano a dovere. E questo ha una BANCA, tipo.
Ci sono carte igieniche che sono come i rotoli di ciccia di Platinette: non finiscono mai. Per la gioia della Marcuzzi e delle sue amiche che mangiano quintalate di yogurt. E dei tizi in fila alla posta.
C'è gente che dalla vita non vuole altro che lo sgroppino dopo cena. Tocca dire che, in un mondo dove la fanno da padrone la crisi economica/politica/sociale/giovanile, accontentarsi dell'amaro è un gran vantaggio. Chissenefrega dell'antico vaso che va portato in salvo, io voglio l'ammazzacaffè.
Ci sono donne che, quando mestruate, sentono l'esigenza di fare le cose più idiote, tipo la ruota per un provino da vj. E si preoccupano per le conseguenze. Che accidenti di gittata hai, di grazia? Vuoi dirmi che riusciresti a riverniciare il soffitto? Non lo voglio sapere.
Se le donne in questione sono invece premestruate, il loro collega colpevolmente maschio deve munirsi di qualsivoglia intruglio medico per calmare loro i nervi. La volontà di devastazione ci colpisce tutte, si sa. Una volta al mese vogliamo uccidere. Ma lo sapete una cosa? A NOI STA BENISSIMO. Abbiamo un'ottima scusa per trattare male chiunque. Siamo giustificate, stiamo per avere il ciclo.
Restando in ambito di medicinali, scopriamo che dentro alle pastiglie di antinfiammatorio c'è un bel ragazzone vestito di bianco, che ci illustra su uno schermo iper-tecnologico i prodigi di un principio attivo che, a onor del vero, di innovativo non ha proprio niente. A me fa impressione pensare che dentro alla mia pastiglia ci sia un uomo. A voi no? Mi sa di cannibalismo. Ah, e ha le mani molto più curate delle mie, oltretutto. No, ma dove te la fai la manicure? Ti prego, dimmelo, sono invidiosa.

Potrei andare ancora avanti, ma anche no. Dai, vi risparmio.

Canzone del giorno: Umbrella nella cover dei Vanilla Sky... Vi prego, guardate il video!
http://www.youtube.com/watch?v=TvC6VS4Np4U

1 commento:

  1. questo post mi è proprio piaciuto, mi hai fatto proprio ridere. Brava la mia ragazza! e per difendere la pubblicità.. w il tipo che duetta col cane!!!

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