Oggi mi è tornata la voglia di suonare. Ma non l'ho fatto, e il motivo è molto semplice: mancava l'intimità necessaria. Se ho auditorio non riesco a suonare, è una cosa solo mia. E purtroppo l'intimità non c'è mai, se non altro perché mia nonna è sempre in casa (ma baciamoci pure i gomiti che a 90 anni sia così, per carità). Suonare è intimo, è mio, è solo mio. Condividerlo col mondo mi mette a disagio. Ma oggi mi è tornata la voglia di suonare, complice un video su youtube. Voglio creare musica, produrre suoni che vadano d'accordo in un mondo che troppo spesso non lo fa. Poi magari quando sbaglio m'incazzo, già lo so... Però ne varrebbe la pena, perché per la musica la pena la vale sempre (uhu che frasona Valeria... Dopo tanto tempo bisogna rispolverare un: e 'sti cazzi nun ce li metti?). E poi suonare il pianoforte è una delle esperienze più aggraziate che si possano avere. Mani morbide e rilassate, dita decise ma non severe che fluiscono su 88 tasti bianchi e neri. Le mani dei pianisti sono tra le cose più belle che riesca ad immaginare, mentre suonano sono uno spettacolo che definire incantevole è poco. Potrei guardarle per ore, e non lo dico tanto per dire. Sarei estasiata. E' una delle esperienze estetiche per cui varrebbe la pena prodigarsi.
Brugolabrugolabrugolabrugolabrugolabrugolabrugolabrugolabrugola.
Canzone del giorno: rimaniamo sul morbido di questo post (così scevro di inventiva)... Precious, Depeche Mode
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