Buonasera, miei cari! Stasera, dopo aver rischiato non poter postare una cippalippa causa connessione cialtrona, eccomi qui. Che culo, direte voi. Ma mi sarebbe mancato questo piccolo appuntamento, quindi portate pazienza. Ci spariamo un'altra esegesi? Massì, valà. Ma stavolta restiamo in Italia, giusto per ribadire che il cattivo gusto alberga anche qui. Fotoromanza, Gianna Nannini
Ovvero: quanto di più prosaico, didascalico e inguardabile che possa partorire un essere presumibilmente senziente. Probabilmente voleva essere una presa in giro ai fotoromanzi (titolo docet), ma qui si esagera.
L'ambiente è fumoso, e una nebbia polesana al nero di seppia ci introduce a cotanto video. Che chiamarlo solo video, senza colorirlo con epiteti vari, è già fargli un favore.
Il primo losco individuo che vediamo è un tizio seduto su una poltrona, girata dall'altra parte rispetto alla telecamera. Maleducato. Non si danno le spalle agli astanti. Gianna ci comunica che stasera te ne rimani a casa, ma non è un buon motivo per avercela con noi. Cacchio, sei proprio scortese, vai in un angolo e vergognati. "Ti prepari un panino mentre guardi la tv", e non ti meriti altro. Ma siccome abbiamo detto che una delle parole d'ordine del video è "didascalico", ecco che compare un televisore. Già si capisce quanto butterà male in questi 4 minuti e rotti. O magari no, magri si ripiglia, forza e coraggio! Diamo fiducia a Giannona nostra! Con rinnovato ottimismo, passiamo al seguito.
La delusione, ahinoi, non tarda ad arrivare: il tizio sulla poltrona si alza, e scopriamo che la villanella non è altri che Gianna. Con una mise francamente imbarazzante, ma questi sono gli anni '80 quindi è perdonabile fino a un certo punto. Però solo FINO A UN CERTO PUNTO, e qui lo superiamo; voglio dire, Cindy Lauper era anni '80 e si vestiva in modo sicuramente vistoso, ma originale e divertente. Gianna sembra un Pierrot uscito da un lavaggio con la Coloreria italiana venuto particolarmente male. Jeans e maglietta a righe orizzontali passino, ma quella pseudogiacca e il cappello no. Proprio no. Anche se apprezzo che la giacca, pur essendo anni '80, non abbia le spalline; togliere però anche le spalle mi sembra un'esagerazione. E anche il cappello ha una sua ragione sociale, se ci pensate: ci impedisce di vedere i suoi capelli, che ho il vago sospetto essere presi malissimo.
"Ti metti con qualcuno che alla luce del giorno non riconosci più, anche tu?". Personalmente no, Gianna, non mi è mai capitato, ma chissà in futuro. Grazie alle immagini con cui hai condito questa frase sarà difficile non pensare a te, nel caso. E a quel cliché ambulante di pseudagangster che appare tra i palazzi, mostrandoci il cappello (è un vizio, in sto video... Cos'è, il parrucchiere vi ha tirato bidone?) e uno stecchino di legno in bocca. Che poi ti chiedi perché in America ci vedano tutti mafiosi. Si, di cognome facciamo tutti Soprano. E abbiamo la lupara nell'armadio. Carica.
"Ti telefono o no?", bah guarda nel dubbio fammela una chiamata, che ti sento sempre volentieri. Ah, il telefono bianco della Sip... Quasi quasi mi aspettavo di vederne uno con la ghiera, fai tu. Ma questo spara i numeri in giro per lo schermo: tanta roba. Mi ci inchino. "Ho il morale in cantina" E NON MI FAI VEDERE LA CANTINA??? COSA??? No, non puoi farmi 'sti tiri. Una deve avere delle certezze a cui appigliarsi, ti prego.
E ora ci riappare la Gianna, che non ha ancora deciso se telefonare (ma dai, fallo 'sto regalo alla Sip!), con un cambio di outfit che rimane comunque improponibile: maglia verde vomito-di-infante e bretelle. E il cappello, che purtroppo conferma il nostro sentore di prima: il parrucchiere ha tirato pacco. O è un cane. Un cane che tira pacchi. Ok, so che negli anni '80 vale la regola "crespo is sexy", ma qui più che un essere umano la Gianna sembra lo spaventapasseri del mago di Oz. No, per dire.
L'inquadratura si allarga e vediamo pure i pantaloni, color vomito-di-adulto, che inducono la nostra ragazza a dondolare, forse per aumentare il senso di nausea dato dal colore del vestiario. E anche dalle figure in trasparenza che si muovono intorno a lei, ovvero quattro giovinastri che stanno tipo ballando. Ma su "Girls just want to have fun" credo, visto quanto vanno a tempo. Gianna, dì la verità: Cindy Lauper era il tuo incubo. Non negarlo. "Non la metti da parte un po' di felicità, anche tu?"; eh no guarda, dato che mi hai fatto tornare il gangster di cui sopra. In trasparenza, è vero, ma in primo piano ('na motta e 'na busa fà un guaivo).
"Ho perduto il sonno e anche la fantasia, anche tu?"; un po' la fantasia si, visto che mi fai tornare il gangster a tutto campo. E il sonno te l'ha fatto perdere Cindy Lauper, quindi ti do ragione anche qui.
"Mi telefoni o no, io non cedo per prima": e com'è che stai al telefono? Io non ti ho chiamata di certo. Resati conto della contraddizione, sbatti giù il telefono (ma ormai ti abbiamo vista tutti, gioia. Non ci provare).
Arriviamo all'inciso. Che non so se sia un bene o un male. Comunque "questo amore è una camera a gas", e vediamo che da una porta filtra del fumo. A me viene da pensare all'assistente del regista che sta dietro a quella porta con la macchina del fumo. Intossicazione immediata. Polmoni neri. Ti ha fatto causa, o ci è rimasto secco prima? "E' un palazzo che brucia in città", e già rimpiangiamo la camera a gas. Qui l'effetto "ooooh" dovrebbe essere dato da una foto di palazzi colorati di fiamma ardente. Peccato che sia venuto estremamente male. Ma roba che se lo avessi fatto coi pastelli sarebbe venuto meglio. Quante volte si sottovalutano, i pastelli. Ma di questo parleremo un'altra volta.
"Questo amore è una lama sottile" che squarcia lo schermo, e qui sembra perfino una roba fatta bene; sarà il confronto con quello di prima. Farebbe sembrare bello anche un naso moccoloso. Ma cosa ci rivela la lama che squarcia tutto? La "scena al rallentatore" del solito gangster, che a questo punto è ampiamente venuto a noia. Forse per te ha fascino, Giannina, però a noi ha stracciato già i marron glace. Anche se ci spara addosso non fa più figo, ci arriviamo che è per collegarti alla "bomba all'hotel" che sennò è messa lì a caso troppo palesemente. Seguono "una finta sul ring" con tanto di pugile che sfonda un vetro con la serigrafia della Gianna e "una fiamma che esplode nel cielo", che altro non è che proprio questo. Una meteora in frantumi. Una cometa svampata. Mistero ci dedicherebbe una puntata. "Questo amore è un gelato al veleno": è la tua faccia il gelato al veleno, per caso??? Ah no, eccolo che arriva. Che miscredente, non potevi far mancare sta cioccolata squagliata e mucillaginosa. Il mare di Rosolina ha più o meno quell'aspetto lì.
"Io non riesco a dirlo, è che ti vorrei soltanto un po' di più": sbaglio o l'hai detto? "Anche tu?": tipo no.
Si ripropone la questione "chi chiama chi?", finché al posto del gangster appare di nuovo il Sip. Di nuovo anche la camera a gas. Ma stavolta si rivela l'identità del tecnico: nientemeno che il gangster! Allora servi a qualcosa, oltre a rovinare la già misera fama di noi italiani! Segue primo piano drammatico degli occhi, rosa rosa (no, non è un errore: sostantivo+aggettivo, fiore+colore), petali all'aria, scena molto romantica di gangster e Giannina che finalmente becca qualcosa. Se però ti tenevi la maglietta non ci faceva schifo. Spari, finte sul ring, comete sbrilluccicose, primo piano della Gianna che si è stufata delle coste venete e non ci fa più vedere il gelato al veleno. Capocce di strumentisti vari riversi su loro stessi, e completo color emesi ancora protagonista in mezzo alla melma. Conforme al color vomito del vestiario insomma. Dai.
Fine. Grazie al cielo.
E comunque Cindy Lauper è meglio.
Canzone del giorno: Carly Simon, You're so vain
http://www.youtube.com/watch?v=OHWrudgCc3Q
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