Ho tipo consegnato la domanda di laurea. Tipo tra un mese mi laureo. Ossignore. Ma io sono una cialtrona, non mi posso laureare. Dovrebbe esistere una legge che lo vieta. Il fatto che non esista dà ancora più conto del fatto che le leggi italiane sono varate così alla vigliacca. Beh, meglio per me. Oh si.
Parliamo ora della vita di qualcuno che, nel bene o nel male, ha segnato la nostra intera esistenza: Max Pezzali. La mia generazione (e non solo la mia) è cresciuta con lui; nel senso che noi siamo cresciuti, lui no. Nessuno prescinde da Max, che lo si voglia o no (di solito no, ma tant'è). "Hanno ucciso l'uomo ragno" la cantavo all'asilo durante la merenda (che asilo rock), e da allora una canzone di Max c'è sempre stata. Mi sembra doveroso, quindi, spendere due parole sulla vita dell'uomo che ci ha cresciuti tutti, sul nostro padre musicale putativo, sul nostro mentore adolescenziale.
Il nostro uomo nasce a Pavia il 14 novembre 1967 (diamine, ieri era il suo compleanno!) da genitori fiorai; già qui si spiegano molte cose. Innanzitutto, il 1967 è l'anno di due canzoni rimaste negli annali della musica come fonte di ispirazione per i posteri, due pietre miliari, due fari nella notte dell'oblio melodico: "cuore matto"e "il leprotto pim-pum-pam". Dovevamo capire dove sarebbe andato a parare. Mannaggia zozza. E' dalla crasi di questi due brani che si origina infatti tutta la produzione romantica al retrogusto di sfiga, e mai uscita dall'adolescenza, del nostro ggggiovane (almeno dentro). Il fatto che i genitori fossero fiorai, poi, ha messo la ciliegina sulla torta. I fiori, si sa, sono pegni d'ammmmore. A San Valentino sono secondi solo ai cioccolatini, in quanto a vendite. Boia l'orsa, se lo sono. Anzi, sono il passepartout per dichiarazioni/richieste di perdono/richieste di matrimonio/auguri romantici. La vita di Max, ahinoi, era dunque segnata; poverino, non è colpa sua se è diventato così. "Chi è deserto non vuole che qualcosa FIORISCA in te" ora ha tutto un altro significato, come frase.
Max ha passato la sua infanzia a giocare tra Spiderman, peonie e pianole Bontempi: tutti fattori che hanno portato a LEI, "hanno ucciso l'uomo ragno". Sono sicura di si. Altro che Repetto. Il resto dell'infanzia non ci interessa, dai. Chissenefrega di quando ha imparato la tabellina del 9 (l'altro ieri?). L'adolescenza del nostro eroe è stata invece costellata di numerosi eventi... Come elencarli tutti? La scuola non gli piaceva per niente, quindi bruciava e non di rado. Di solito se ne andava giù ai binari della stazione col motorino (un vecchissimo Peugeot che "col gelo arrancava"), e aspettava che la sbarra del passaggio a livello fosse quasi del tutto giù prima di attraversarli. Attraversava i binari per ore. Ore ed ore. Più di qualche volta, però, il nostro non è stato sufficientemente veloce e si è preso delle craniate non da poco. Craniate che gli hanno causato delle allucinazioni, delle apparizioni mistiche: "mi sembra impossibile che tutto ciò che vedo c'è da sempre solo che io non sapevo come fare, per guardare ciò che Tu mi fai vedere". Probabilmente quel Tu è riferito alla Madonna o a qualche arcangelo. Lo dicevo io, craniate forti. Se sfiga voleva che i suoi avessero una consegna da fare lì vicino, beh... Un "non me la menare" detto con innocenza, e via. Ci pensavano loro a fargli venire le allucinazioni da craniata. E lui? Vabbè, non si scomponeva poi tanto, "ammaccato non distrutto, basterà una settimana a letto". Un punching ball. Un Ercolino-sempre-in-piedi. Che uomo.
Altra tara adolescenziale di nostro signore del pop era la compagnia. La cumpa. Cisco e soci vari. Cisco c'è sempre, vuoi perché "passa in bagno un'eternità" (a fare che???), vuoi perché rivela a Max e adepti vari una verità imprescindibile: "voi non capite un cazzo". Gli amici, il suo pane. Quelli con cui andare nelle "due discoteche (e 106 farmacie" no, scusa? Nella buona e nella cattiva sorte, amico). Quelli delle feste. "Questo senso di festa che vola e che va sopra tutta la città" mica per niente. Già, la città, altra sua fissa. Per carità, Pavia non è Po di gnocca, ma non è un po' troppo americano come concetto? Un po' auanagana??? E "la grande città s'illumina", e "quanto è paranoica questa città", e "un po' città un po' isola", e "il silenzio fermo della città"... Quante fisime Max, non vivi in California. Fattene una ragione. Mobbasta. Auanagana.
Ennesima fissa: il calcio. E' interista, quindi invasato. Solo che lui a giocare era una pippa. Lo mettevano sempre in porta perché non aveva gambe (o meglio, ne aveva troppe... Ma solo di stazza), e lì era perfettamente inutile. Non ne parava una. Manco avesse giocato con il Real Madrid: i pulcini del Real Luino erano già tanto. E non parava niente. "Gli altri segnano e poi vincono" eccome, ed era tutta colpa sua. Questa è "la dura legge del gol", Max. Quella vera.
Ma se parliamo di lui, non possiamo non parlare del suo vero pallino: le TIPE. Non ragazze, non donne: tipe. "Là le tipe ci aspettano, shalala", e l'importante è crederci. Al massimo saranno piaciute a te, tanto Cisco aveva già dato in bagno... E il fatto che fossero in tua trepidante attesa mi lascia un po' interdetta, ma voglio lasciarti il beneficio del dubbio. D'altronde gli occhi azzurri avranno pure il loro fascino. Pure se sembrano passati in copiosa candeggina.
Nel 1989 fonda insieme a Mauro Repetto, conosciuto sui banchi di scuola (una delle poche volte che c'è andato), gli 883. Tutto il resto è storia.
Cosa ne penso di questo post? "Si poteva fare meglio ma anche peggio di così". E voi?
Canzone del giorno: Big in Japan, Guano Apes
http://www.youtube.com/watch?v=MkewZ3m4r4c
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