Le fogne del titolo non sono lì a caso. E non sono nemmanco metaforiche. Le tubature di casa mia hanno deciso di dare forfait. Lavandini, wc, lavastoviglie, tutto invaso da uno straterello d'acqua abbastanza infimo da non farci crescere neanche i girini, ma abbastanza abbondante da rompere le balle. Tutto ciò che ha un tubo oggi ci sta riproponendo la zozzeria a cui l'abbiamo costretto negli anni: that's contrappasso, baby. Sarà forse metafora del fatto che il male che fai ti torna indietro? Non ci ho mai creduto, non è che se ti meriti sfiga hai sfiga e se ti meriti fortuna hai fortuna. Ti succedono cose a caso, è inutile tentare di leggerci chissà che lezione o prodigio del fato. E sono sufficientemente convinta di non meritarmi dell'acqua reflua da uno scarico, con la scomodità e l'odore che ne conseguono. No, giusto per parlare sempre in punta di fioretto. Io ieri mi ero armata di sturalavandino e buona volontà, prevedendo la malparata... Ma niente. Uno scarico intasato è più forte di me, lo ammetto a malincuore.
Oggi sono un filino stanca, è come se mi avessero messo dentro uno shaker e agitato, agitato, agitato... Manco dovessi diventare un mojito. Manco mi piace, il mojito. Ma poi il mojito si fa con lo shaker? No, per dire quanto mi sta a cuore come cocktail.
Fogne, dududu, in cerca di guai,
fogne: uno scarico che non sturo mai.
Fogne, dududu, qua la cioda è mia,
e non puoi dire "cosa vuoi che sia?".
PS: è il mio ottantasettesimo post. Io nell'87 ci sono nata. E dedico il post corrispondente alla mia nascita a delle fogne intasate e limacciose. No, bello.
Canzone del giorno: Youth of the nation, POD
http://www.youtube.com/watch?v=EDKwCvD56kw&ob=av3e
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