mercoledì 16 novembre 2011

Esegesi di un classico umiliato

Ok, gli anni '80 erano gli anni '80 e forse dovrei essere più indulgente. Però ho deciso di no. Perché il genere umano si perpetra da millenni, e non può aver cambiato senso estetico e del pudore SOLO negli ultimi 20 anni, e completamente. Quello che voglio dire è che questo video, probabilmente, era da considerarsi brutto già illo tempore. Rock me Amadeus, Falco


Aaaaaaaaaaaallora, da dove cominciamo??? Ce n'è un botto, da dire. Ma come dico sempre, andiamo con ordine. La prima cosa che ci appare è una schermata di presentazione che definire accattivante è poco. Sfondo blu elettrico, con ruota panoramica e chiesa (cattedrale? Abbazia? Va a sapere) dai colori falsati, su cui campeggia la scritta FALCO in giallo. No, giusto per essere sicuri di chi canta la canzone. Roba che si può adoperare per le visite oculistiche, almeno per la prima riga. Come intro rimpiango amaramente Ralph che, all'inizio del film dei Simpson, canta la canzoncina della 20th Century Fox col suo fare sbilenco e stonato. Amaramente. Ci forniscono poi il titolo, dato che MTV non aveva ancora pensato di mettere le didascalie sotto ai video musicali. Sono sicura che l'idea l'hanno copiata da qui, mi ci gioco le balle (di Falco). Ci propinano anche i nomi degli attori (almeno credo), e qui la mancanza di Ralph è cocente. Allora, signor Falco, non siamo poi così tonti. Fai iniziare 'sto video no? Oltretutto lasci lì le scritte per delle ore! Guarda che sappiamo leggere. No, eh, per dire.
Finalmente il video inizia, e... Rimpiangi le scritte su sfondo blu. E Ralph. La grafica accattivante rimbalza tra tipici scenari e monumenti austriaci e la faccia di uno con una parrucca bianca, che si presume (si teme) essere Falco medesimo vestito da Mozart. In effetti è lui, come deduciamo dal labiale di "Amadeus". Anzi, solo di "us" perché prima è tagliato. Non che la cosa prometta bene. Spero di sbagliarmi, ma inizio a sentire la seria necessità di qualcosa che non so bene come definire, uhm... Anzi si, lo so: parampampoli.
Ci viene mostrata poi una carrozza che si ferma davanti un palazzo, con due donnicciole a fare le guardie. Come sono discrete, con le divise di lamè dorato! Molto pratico in caso di duello, non ne dubito. Come gli infradito in montagna. Gli scaldamuscoli in una simpatica gitarella in Burkina Faso. Uno scolapasta senza i buchi, che buttare via l'acqua di cottura è uno spreco. Fatte le dovute precisazioni, vado avanti dicendovi che dalla carrozza mi scende un omino in uno smoking talmente impeccabile che anche Enzo Miccio e la sua palese virilità non avrebbero niente da ridire. L'omino in questione, per inciso, è sempre Falco. Eh no, non abbiamo ancora imparato a riconoscerti con la parrucca, non puoi cambiarmi outfit di già. Mi disorienti. Fregandosene del nostro disagio, lui entra nel palazzo fregandosi con soddisfazione le mani (sarà perché le due guardie-cubiste lo seguono?). Qui i personaggi diventano un filino inquietanti. Ralph soccorrimi. Mi fa un po' impressione il tizio in rosso e nero col cappellone e lo sguardo che non promette niente di buono. Troll? Spacciatore? Magnaccia? Non lo sapremo mai, e questo un filino mi rasserena. Anche perché ci sono troppi personaggi di cui occuparsi, per fermarsi al Troll spacciatore. Gente più o meno vestita, e male. Nani, ballerine, concubine, re africani, donnacce scollacciate, uomini di dubbio fascino (e infatti mascherati), tutti che si inchinano al passaggio del nostro cantante. Che canta in tedesco con dialetto austriaco, a quanto mi si dice. Ma mi si potrebbe dire la qualunque, io non capisco mica niente. Questa canzone potrebbe anche essere un'invocazione a Satana e io lo ignorerei bellamente. Comunque Falco ha coscienza del fatto che la sua lingua non è la più parlata del mondo, e allora che fa? Quello che facciamo noi italiani all'estero quando non sappiamo la lingua e abbiamo urgenza di farci capire, che dobbiamo assolutamente trovare il bagno sennò ce la facciamo nei pantaloni: gesticolare. Come un pescivendolo finto chic, per la precisione. No, Falco, non ci aiuti per niente. Puoi anche smettere. Apprezziamo comunque lo sforzo, dai. Ci hai provato, te lo riconosciamo e per questo ti vogliamo bene. Però adesso smettila.
Per dire "Rock me Amadeus" il nostro riappare nella versione vestita da Amadeus (ohibò quanta inventiva), però con la tinta venuta male. 730 colori in una testa sola. Sicuro che Amadeus si presentasse in giro così? Bah, i suoi invitati non sembrano farci molto caso, perché sentono l'esigenza di ergerlo a idolo disponendosi tipo a tunnel di laurea (ma senza i quantomai necessari, almeno in questo caso, schiaffi) e ripetendo in continuazione "Amadeus". Che pure loro è l'unica cosa che capiscono. Altro che Austria, questi vengono da Papozze e dintorni, ve lo dico io. Alla fine di codesto tunnel c'è Ralph.
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Magari. C'è di nuovo lui con lo smoking e un microfono anni '50. Molto bello, ma che c'entra ancora meno di tutto quello che abbiamo visto finora. Parliamone. Resosi conto dell'errore, il regista torna sulla versione parruccata powered by Technicolor di Falco-Mozart. Che però scende da un chopper con un tamarro tanto di motociclista (poliziotto? Non si capisce). Qua il parampampoli se l'era bevuto il regista, altro che storie. Oh già già. Però vorrei tanto sapere dove hanno preso il mega bracciale borchiato del motociclista rotante (nel senso che con quella stazza lì può tranquillamente rotolare), mi piace proprio tanto. Mi sa che al Bijou Brigitte non lo trovo mica uguale.
Seconda strofa. Stavolta il corridoio umano lo percorre parrucca man, in un contesto forse un pelino più moderno. Ah, le inversioni temporali create ad hoc! Si, create ad hoc, ma male. Molto male. Qui abbonda la gente con i Ray Ban e la giacca di jeans, e delle facce che di raccomandabile hanno poco. Sono raccomandabili solo nel caso in cui tu debba far picchiare qualcuno (e abbia sufficienti dindi per pagare la prestazione, sennò picchiano pure te). Ma Falco non se ne cura e continua a gesticolare a caso, col rischio serio di urtare e far incazzare questi signori poco raccomandabili. E iper tatuati. Tutta roba chic insomma. Stavolta son loro a urlare "Amadeus" e ad agitare le folte chiome. Ma che bello. Che bel modo di riciclare le idee tra prima e seconda strofa. Registaaaaaaaaaa! Gente che lo porta in braccio, tatuaggi in mostra, parole a caso che invocano chissà quale demone. E a noi fanno invocare il parampampoli.
Tizio in smoking che distribuisce fogliacci (votantonio votantonio votantonio!). Mani avviluppanti. Crisi di identità tra parrucca e smoking, alternanze infelici di cui non si sentiva assolutamente l'esigenza. Tizi invasati e parruccati che cantano. Direzione d'orchestra da pescivendolo. Chopper che irrompe nel salone delle feste, imbucandosi insieme a tutto il cucuzzaro di borchie, chiodo, jeans e tatuaggi. Villani, non si fa così. Ci vuole l'invito. E qui si uniscono i due mondi, ma che simbologia alta e poetica. Parampampoli, dove sei quando servi? E Ralph dov'è? Giro giro tondo, dame ottocentesche che hanno capito che il chopper è più comodo della gonna col cerchio. Ballo del qua qua, prendi sottobraccio la felicità, alternanze velocissime (forse per nascondere la bruttura?), smoking e microfono anni '50. Noia e imbarazzo. Sgolamenti inutili. Primi piani che si sarebbero dovuti evitare. Risata tenuta alla fine. Dai, ti autorizziamo a ridere. Noi lo stiamo già facendo.

Ho capito: il regista del video è Ralph.

Canzone del giorno: All that she wants, Ace of base
http://www.youtube.com/watch?v=cN0mKD8wnvo

2 commenti:

  1. Divina blogger,
    seppur in ritardo intendo raccogliere l'invito a suggerirti materiale degno di interesse su cui disquisire (come se non ce ne fosse abbastanza...).

    Vengo al dunque segnalandoti questo video:

    http://www.youtube.com/watch?v=oKInmeCCcQU&feature=fvst

    Mi riferisco ai primi due minuti circa, con questo sicuro successo di Mirko (?!!?) Casadei, rampollo della dinastia della piadina...

    "non esser fredda come un frigo"... :-/ Poesia!

    Si continua poi con un medley che sa di capodanni&trenini. A te la patata bollente...

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  2. Ah, io direi che per far fare un altro mezzo giro nella cassa al buon W. A. io completerei il paio con questa...

    http://www.youtube.com/watch?v=02Rx2ONkkNg

    Ora mi autocensuro, ho monopolizzato il blog!!

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