martedì 10 gennaio 2012

Piccolo viaggio

Un giro in macchina. Il sedile è quello del passeggero, che porta con se il vago ricordo di quando, al tempo in cui non eri neanche abbastanza alta da salire su una giostra, quel posto era considerato l'ambizione massima ed inarrivabile. Il sole ti infuoca la guancia destra, ricordandoti che stai andando a nord. Strada statale affollata di pensieri, storie e vecchietti che non superano i 50 all'ora. Forse non ricordano più dove stia l'autovelox, e nel dubbio procedono a passo di bradipo lungo tutta la tratta. Attorno ti passano decine e decine di macchine, ciascuna con la sua storia, il suo percorso, le sue gioie e i suoi problemi. Ciascuna con fatti che ognuno di noi continuerà ad ignorare, perché siamo dentro alla nostra macchina e abbiamo il nostro viaggio da fare. Non ci si chiede mai se ci si stia perdendo qualcosa, si va e basta. Anche perché se ci fermassimo in mezzo alla strada e facessimo fermare ogni macchina per farci raccontare la storia dei passeggeri, passeremmo per pazzi. E ci beccheremmo pure qualche improperio. Forse è nell'ordine naturale delle cose, ignorarsi in una certa misura. Bah, non pensiamoci, d'altronde abbiamo il nostro viaggio da fare. Il sole ci scalda il viso, abbiamo una meta, quindi andiamo. I platani troneggiano ai lati della strada, quasi volessero indicarci la via, come le luci nelle piste di atterraggio. Certo, con la differenza che di notte le luci ti aiutano, mentre i platani diventano possenti nemici che ti potrebbero costare caro. Ma si va, magari imprecando contro i vecchietti troppo lenti. Magari ascoltando qualche sciocco programma alla radio, che ci svelerà quali sono gli aggettivi più usati degli ultraottantenni o cose simili, salvo poi abbassare il volume quando la manovra si fa difficile. Si va e ce la godiamo... Almeno finché non dobbiamo scendere dalla macchina e uscire dalla nostra capsula di plastica e lamiera per affrontare il mondo, bello o brutto che sia. E non ci chiediamo mai se il viaggio è stato piacevole o no.
... Il viaggio non è tempo perso, fidatevi. Basta non concentrarsi solo su platani e speaker radiofonici. E ricordarsi che a volte c'è il sole.

Perdonate questo post sui generis. Ogni tanto escono anche queste velleità da romanziera-psicologa.

Canzone del giorno: Born to be Abramo, Elio e le storie tese
http://www.youtube.com/watch?v=hm4HGiIrZGo&feature=related

3 commenti:

  1. Mutatis mutandis.."in un viaggio c'è qualcosa di più che arrivare da un punto ad un altro" (Prof. Porsche).

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  2. visualizzazione dal portogallo11 gennaio 2012 alle ore 20:41

    io l'ho a do ra to

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  3. ottima e condivisibile frase la prima, bramato commento il secondo (d'altronde "visualizzazione dal portogallo" è un nome proprio criptico)...

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