domenica 22 gennaio 2012

Insegnamenti da serie TV. Di nuovo.

Perché, cercando in google "ape car ferrovecchio", la gente giunge qui? Capisco che in un post possa avere usato queste parole, però è strano lo stesso. Oltretutto è un post vecchio. Ma d'altra parte, ciò che viene scritto in internet è per sempre. Altro che Trilogy. Detto questo, potremmo appropinquarci ad argomenti più edificanti. Già, perché la vita può insegnarci molto: basta saperne cogliere i messaggi più oscuri. Nelle serie TV.
C'è la versione maschile e affascinante della vecchia porta-morte che vi ho citato ieri. Uno scrittore che spera sempre di farsela con la commissario, che di serie in serie ha sempre più i capelli lunghi e sempre più trucco. Il giorno in cui gliela darà, finirà per sempre il telefilm.
C'è gente su una spiaggia che corre con costume rosso e suppostone salvagente alla mano. In linea puramente teorica sono bagnini, in realtà son tutti lì a guardare le tette di Pamela Anderson che sballonzolano. Se proprio devono dimostrare ai produttori che qualcosina fanno, si tuffano in mare quando l'acqua gli arriva circa alle caviglie.
Per farvi capire l'affidabilità di questi soggetti vi dico solo che uno di questi, prima di diventare bagnino, faceva tanto il figo ma alla fine si faceva dare ordini da un'automobile.
C'è un ragazzetto scapestrato che, per punizione alle sue bravate, viene mandato a vivere con gli zii in una villa che sembra la Casa Bianca. Bravate. Villa. Bravate. Lo vedo solo io il controsenso? Bah. Il nostro eroe passa il tempo a portare vestiti al rovescio, gozzovigliare con uno della sua stessa specie, copiare i compiti e prendere in giro quel tappo sfigatissimo di suo cugino. Solo quando raggiunge l'età adulta si scopre che in realtà fa parte di un'agenzia governativa non ufficiale il cui scopo è tenere a bada gli alieni. Ah, e a tempo perso fa il cowboy-cantante nel selvaggio selvaggio west.
C'è uno che negli anni '80 ha dimostrato che con un secchio d'acqua e degli stecchini da ghiacciolo si può tirare su una centrale idroelettrica.
C'è una la cui occupazione è uccidere gli esseri soprannaturali e cattivi che le capitano a tiro, perlopiù vampiri. Certo, salvo qualcuno per poterselo trombare.
C'è una squadra speciale dell'FBI che si chiama BAU. E già questo potrebbe bastare. E invece no, perché la BAU ha il compito di analizzare e prevedere i comportamenti dei serial killer. In questa squadra il mio preferito è un giovane che peserà si e no 50 kg (di cui un paio di capelli) con probabili tendenze autistiche. Il mio preferito. Pensate voi gli altri.
Ci sono squadre della polizia, invece, il cui compito è l'indagine scientifica. Il capo lo si distingue facilmente: è quello che dice le frasi più ad effetto, più di tutti. E' così che si sceglie un commissario, cosa pensavate? Se poi finché dice la frase ad effetto si mette anche gli occhiali da sole, parte la ola. Questa serie si sviluppa in tre città diverse, l'originale più gli spin off. Come si distinguono? Dal modo in cui muore/viene ritrovata la spogliarellista. In spiaggia? Los Angeles. Nel bagno di un hotel casinò-munito? Las Vegas. Infilzata nella fiaccola della Statua della Libertà? Beh, di sicuro non siamo a Po di Gnocca.
Anche noi italiani abbiamo provato a fare una serie del genere. Ma potete capire che i poliziotti della Grande Mela sono ben diversi dai carabinieri della patria del prosciutto crudo.

Canzone del giorno: Power of the Dragonflame, Rhapsody of Fire
http://www.youtube.com/watch?v=tBOHgvnXw0g

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