Buona sera, internauti senza una cippalippa da fare! Oggi giornata monotona né più né meno del solito, ma con una piccola e gratificante variazione sul tema, oltre che del tutto inaspettata. E' strano come un'inezia possa ingigantirsi fino a far volgere una giornata da piatta a piacevole... Tipo un buffetto sulla guancia del mio ego (ma l'ego ha le guance? Va a sapere...).
Oggi ho finito di leggere Cime tempestose di Emily Bronte. Non ve lo riassumerò, per quello c'è Wikipedia (anche se non sappiamo ancora per quanto... Questa è l'Italia). Quello che più mi ha colpito è che non si riesce a provare simpatia per nessuno, e dico nessuno, dei personaggi. La più sopportabile risulta essere la narratrice per interposta persona Ellen Dean, a cui però non si può non attribuire una certa spocchia data dal pensare di essere nel giusto e una buona dose di codardia. E anche il narratore effettivo, Mr Lockwood, non è esente da una spropositata autostima. I protagonisti della vicenda sono anche peggio, ovviamente: uno su tutti, il crudele Heathcliff (traducibile con "dirupo dell'erica"). Un po' per natura, un po' per (in)educazione, egli incarna tutto quello che un uomo non dovrebbe essere; e pure la sua amata Catherine non è tanto meglio (chi si somiglia si piglia). Heathcliff è un individuo vendicativo che, non riuscendo a ottenere quello che vuole, si dà da fare per distruggere la felicità di chi secondo lui ha distrutto la sua, anche nella generazione a venire. Altro personaggio altrettanto insopportabile è Joseph, vecchio, bigotto, esasperante e servile domestico di Wuthering Heights. Nella vicenda si snodano le vicende di vari personaggi nell'arco di trent'anni circa, a cavallo dell'800; il periodo è quello del romanticismo, quindi le passioni narrate sono divoranti e esacerbate fino alle estreme conseguenze, le emozioni travolgenti e la disperazione sconfinata. Nessuno che venga a contatto con Heathcliff sembra poter recuperare un minimo di felicità, e infatti la situazione si risolve nel finale solo con il delirio, e in seguito la morte, di Heathcliff stesso: convinto di percepire ovunque il fantasma di Catherine, prima impazzisce e poi si lascia morire di fame. I riferimenti ai fantasmi e al mondo esoterico qui non mancano, ma il romanticismo è anche questo.
Cosa c'è di buono in questo libro, secondo me? Finora non ne ho parlato un gran bene... Però ho parlato male solo dei personaggi, non della storia; la trama è interessante e simmetrica tra le due generazioni presentate, i dialoghi ben costruiti e i personaggi tratteggiati anche nei dettagli. E poi, lo ammetto, di pagina in pagina c'è la malsana curiosità di vedere cosa escogiterà Heathcliff questa volta. E noi, probi figli del nuovo millennio, ci sentiamo di giudicarlo e dirgli "brutto cattivo"... Anche se ci è utile a sublimare la nostra parte peggiore.
La storia cattura, è innegabile. Per quanto si possa dire "questo personaggio è terribile", non si riesce a non finire il libro, peraltro ben scritto (e con una certa retorica abbondanza dell'aggettivo "tempestoso") e avvincente. Alla fine vorresti la redenzione di Heathcliff, o perlomeno la sua sparizione dalla trama; e il secondo caso si avvera, dato che di redenzione non si tratta di certo. In un certo senso il lieto fine c'è (solo nei libri se qualcuno muore è un lieto fine, o almeno dice così la nostra morale), e a noi il lieto fine ce piace. Oh si, che ce piace.
Canzone del giorno: dato che Wuthering heights me la sono bruciata qualche giorno fa, e che comunque sarebbe stata troppo calzante per i miei gusti, beccatevi Confesso dei Nomadi (la cui conoscenza devo alla solita puzzona...)
http://www.youtube.com/watch?v=UUyddT0Kr0c
Sì, oggi ti piazzo commenti ovunque, mettitela via. Però cerco d essere un pò seria, dopo la citazione te lo meriti :o)
RispondiEliminaHo notato che in altri romanzi di questo periodo c'è sto stracciamento nei confronti dei personaggi, arrivi a detestarli quasi, o almeno vorresti entrare nel libro e urlare a quelle facce pallide DATTI UNA SVEGLIATA!!!! Ma nonostante questo, sei legato al libro e non puoi fare a meno di desiderare di leggere un'altra pagina per sapere come va avanti. Pochi libri contemporanei ti trascinano così. Per restare sul genere, Jane Austen è d'obbligo. Scontata? Mai, vale la pena di leggerlo, adesso che non abbiamo più da studiarlo per le interrogazioni di letteratura inglese. :o)
Si ma Liz Bennet non era così profondamente antipatica... Un po' troppo femenazza, questo è verissimo, ma non insopportabile... Mi piaceva pure, orgoglio e pregiudizio!
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