domenica 9 ottobre 2011

L'importanza di chiamarsi... Beige

Ci sono delle certezze a cui mi aggrappo, nella mia quotidianità... Alcune sono universalmente riconosciute, come la certezza che se infili le dita bagnate nella presa della corrente non avrai più bisogno di asciugarti i capelli (e probabilmente neanche di tutte quelle inezie che richiede una persona viva), che se sei femmina e respiri il camionista che ti suona il clacson prima o poi lo trovi, che la ceretta fa male e ti farà maledire ogni volta di avere dei peli (o dei cromosomi XX che ti impongono 'sto supplizio, dipende). Poi ci sono delle certezze soggettive; convinzioni, tautologie, credo, chiamatele come preferite. Una delle mie è che non c'è niente al mondo che sia contemporaneamente importante e beige. Pensateci: conoscete alcunché di beige che sia importante, al mondo? E non ditemi il trench del tenente Colombo o il fondotinta, siamo seri. La prima condizione affinché una cosa sia importante è che non sia beige; non lo dico io, ma numerose evidenze sperimentali. La torre Eiffel è forse beige? Si dice "rosso Valentino" o "beige Valentino"? Furia cavallo del west era beige? La giacca di pelle di Fonzie era beige? Le torte al cioccolato sono beige? Le colline del desktop di Windows sono beige? Non mi risulta.

E non lo affermo solo perché è un colore che mi sbatte.

Canzone del giorno: Toxic girl dei Kings of convenience
http://www.youtube.com/watch?v=2GkP9Qx2vK4

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