mercoledì 14 marzo 2012

Malesseri da chat

Allora. Io ho Facebook, Twitter, Skype, un canale giacente e inutilizzato su Youtube, un paio di indirizzi e-mail, un blog. Se ne deduce che mi piaccia comunicare. Mi piace molto. E per questo non capisco l'ansia che mi mettono le chat. Ansia. Pessimismo e fastidio. Mi prudono le mani, sudo freddo, mi sento in gabbia. Vorrei scappare velocissimo urlando aiuto aiuto a squarciagola. Ma perché mai? Ma poi perché, sapendo questo, mi sono consapevolmente fatta Skype che è SOLO una chat? Ok, c'ha il video, ma il più delle volte ci scrivo e bon. "Eh ma chattare è comodo, è istantaneo": certo, così mi tocca rispondere alla gente che non ho avuto ancora il coraggio di bloccare in Facebook o cose del genere. Allora, se ho gente sparsa in giro per il mondo per poterla sentire chatto anche volentieri (quindi non me ne vogliate, Spuzzina e Caterina... Con voi è un'altra cosa), ma minchia. Non inizio quasi mai io, in chat; se lo faccio, deve essere una roba vitale. Di solito, apro Facebook in parallelo a quando scrivo i post, e non è MAI una buona idea. Perché se inizio a chattare, ciao le balle al post. Non pubblico niente o pubblico fuffa. Le esegesi dei video come questa non sono assolutamente fattibili, con una chat aperta. Le boiate cosmiche richiedono un certo sforzo mentale! Che poi, come fa 'sta gente a iniziare a chattare con me esattamente quando sto per spegnere tutto? SEMPRE??? Che poi mi tocca star lì? E mi rompo perché vorrei chiudere? E invece assecondo? Bah, basterebbe mettersi offline alla fine... Ma che senso ha avere Facebook se poi ti metti offline? E se disgraziatamente (sottolineo: disgraziatamente) voglio contattare una persona? Come faccio da offline? Parliamone.

Adesso ho aperto solo Twitter, almeno non corro pericoli e arrivo in capo al post (per quanto non eccelso). Tiè tiè tiè.

Canzone del giorno: Mamma mia, Abba

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