lunedì 26 marzo 2012

Corriere e infanzia anni '90: una canna fatta di magia!

Ci sono cose e persone che, non lo si penserebbe mai, hanno il controllo di alcuni momenti della nostra vita. Frazioni, pochi secondi, istanti a volte. Ma decisivi, almeno per un po'. Pensate agli autisti delle corriere: loro possono decidere del destino dei ritardatari. Guardarli da lontano correre e sbracciarsi, e decidere. Di aspettarli e caricarli sulla corriera oppure di lasciarli lì alla fermata, magari illudendoli malignamente con la complicità di un po' di temporeggiamento. C'è da dire che la colpa di base è del ritardatario, non dell'autobus; o forse si, visto che siamo abituati a ritardi abietti e quindi arriviamo in ritardo alla fermata pure noi. Ci arrabbiamo se la corriera è puntuale, siamo a questo punto. Ma alla fine è l'autista a decidere. E ringrazio nonapritequestotubo per lo spunto indiretto.

... Ma chi può decidere per noi se non lei? Beh, se avete la mia età è inevitabile: l'infanzia anni '90 vi ha segnato. Tutti. Irrimediabilmente. Fatevene una ragione. Stasera si parla di colui che ha conferito a molti giovani uomini della mia generazione un altrimenti insondabile amore per la pesca. Si, è lui: Sampei (o Sanpei? Son problemi).
Sampei è un giovincello con un improbabile cappello di paglia (nonna Erminia style...) che pesca. Ma non i pesce gatto che si trovano negli scoli di paese, o le ancora più abbondanti nutrie. No, lui pesca roba assurda. Trote da quintale, salmoni che anziché risalire la corrente camminano direttamente sulla sponda del fiume, pesci con un peso equivalente a quello di una balena bianca. E il tutto con "una canna fatta di magia". Magia? Sicuro? Sciocca io che credevo fosse fatta di bambù... Ma mi spieghi come caspio fai a pescare in quella maniera lì? Con un pezzo di fragilissimo legno senza neanche il mulinello? Non sono una grande esperta dell'argomento, per carità, l'unica volta che sono andata a pescare con i miei amichetti da piccola sono riusciti a sbattermi in faccia l'esca (vermi, per essere precisa)... Ma minchia. Ci vuole il senso pratico di una stufa a pellet per capirlo. Come ci vuole poco a capire che il Giappone non può avere tutti quei fiumi e laghi. Neanche fosse vasto quanto le Americhe. E in tutti i luoghi in tutti i laghi (mai come ora è il caso di dirlo) ci sono delle bestie abnormi da pescare. Nessuno ci riesce, ma un ragazzetto di 50 chili (bagnato) con una canna da pesca di bambù si. Lui può. Ubi maior... Certo, questo sforzo fisico presenta degli svantaggi. La botte piena e la moglie ubriaca non si possono avere, si sa. E così, a fronte di tale ardire durante la pesca, Sampei ci rimetteva dal punto di vista locomotorio. Non ho mai visto una deambulazione simile. Ma che diamine di gambe ha? Neanche un calciatore a vostra scelta le ha così storte. Brutte, proprio. E le conseguenze sulla camminata ci sono eccome:


Al di là del simpatico balletto con le carpe (perché Bolle ci fa una pippa), lascia estercofatti l'incedere di questo giovane uomo. Forse ha paura di schiacciarsi le apparecchiature di bassa manovalanza, non so. Certo è che manco Beckham, che è sia calciatore sia un graziato dalla natura (perché le pubblicità di lui in mutande le abbiamo viste tutti), incede così. Lì sotto ci passa un Eurostar. O una balena bianca. O il mostro di Loch Ness. Ammesso che il nostro buon Sampei non l'abbia già pescato.

Canzone del giorno: Shout, Tears for Fears

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