Stamattina sono entrata da Mondadori. Ecco, le librerie hanno per me il fascino che qualunque chincaglieria di casa Apple ha per chi si definisce nerd (che raramente coincide con i veri nerd, ma tant'è). E cosa ho realizzato? Una percezione che finora era rimasta tale, senza mai concretizzarsi come pensiero fatto e finito. Ma oggi si. Ed è questa: ormai gli scrittori sono persone a cazzo. CHIUNQUE scrive libri. E a leggere certi nomi si resta abbastanza interdetti. Non c'è attore, cantante o presunto tale, starlette, vedette o simili che non abbia detto la sua su qualcosa in un libro. Se sei famoso sei un oracolo, quindi scrivi per i babbani che sono ignoranti. Io non so. Non per essere inutilmente snob, ma una volta non c'erano gli scrittori? Scrittori e bon? Per carità, esistono ancora, ma c'è anche gente di cui si potrebbe fare tranquillamente a meno. Gente la cui unica ragione sociale è farti pensare: allora posso scriverlo anch'io, un libro! E da questo punto di vista, in effetti, hanno una loro utilità intrinseca. Specie per chi come me il pallino di scrivere ce l'ha da molto molto tempo. E' incoraggiante... Massì, dai, ho deciso: sono utili. D'altronde riconosciamo il bene perché esiste il male, no? E chissà, magari è la volta buona che mi metto a scrivere un libro. Con la copertina olografica. E le figure tridimensionali in cartoncino, che escono quando lo apri. Scritto in carattere 26.
... Ma prepara l'esame di stato, Valeria, valà.
Canzone del giorno: sono un po' indecisa... Probabilmente l'ho già pubblicata, ma vabbè, perché no? Shattered, Delain
Nessun commento:
Posta un commento