L'ho già detto, ma è inquietante la quantità di gente che cerca "supposte" su Google; ed è anche più inquietante che quella gente finisca qui. E mi fa anche strano il numero delle visualizzazioni di questi giorni. Secondo me la mia pagina di Statistiche ha un bug o roba simile. Se così non è, la cosa genera in me lo stesso sconcerto che Tiziano Ferro può aver provato nello scoprire che notizia è l'anagramma del suo nome. L'unico anagramma grammaticalmente potabile di Valeria è laverai. Una massaia segnata, insomma.
Per continuare sulla scia delle stranezze, vi propino un articolo dei re delle stramberie web. Anzi, delle baggianate, diciamolo pure. "I virus parainfluenzali" di StaiBene: http://donna.libero.it/lifestyle/42131297/i-virus-parainfluenzali
Giusto, se esistono le parafarmacie esistono pure le parainfluenze, altrimenti non avrebbero ragion d'essere. Mi si spiegano tantissime cose. Meno male che c'è questa simpatica rubrica, altrimenti il venerdì sera non saprei che fare. Veramente.
I virus parainfluenzali sono i fratelli minori dell'influenza vera e propria, in pratica. Quelli sfigati. Gli eterni secondi. Quelli che godono sempre di minore considerazione rispetto al primogenito che invece è bravo in tutto: fa venire febbroni da cavallo, muco a valanghe, tosse in quantità tali da farti sputare i polmoni. E invece loro ti fanno venire una febbriciattola e un po' di raffreddore, che ti lascia indiscutibilmente le forze per dirgliene contro di ogni. Si applicano pure, però niente. Farebbero quasi tenerezza, se non fossero fastidiosi come delle zecche. O come il colore dei vestiti della regina Elisabetta.
Cosa dobbiamo fare, secondo questa rubrichetta che tante soddisfazioni mi dà, per evitare di essere contagiati da questi figli di un muco minore? "Lavarsi le mani", innanzitutto. Oh, grazie per avermelo detto. Tendo a infilarle in pertugi di cui non hai idea e poi a non lavarle, guarda. Se non ci fossi tu... "Evitare di toccare occhi, naso e bocca quando si è per strada e cambiare spesso l’aria negli ambienti in cui si vive o si lavora"; anche questa mi suona nuova. Vale la stessa cosa dei pertugi di cui sopra. Scema io che, se fuori è -10°, le finestre le sigillo col silicone. E che mi metto le dita sporche in un occhio, perché tanto ne ho due. "Ricorrere all’automedicazione responsabile": cosa vorrà dire mai? Bisogna farsi un esame di coscienza anche solo per prendere la tachipirina? Devo chiederlo a un padre confessore? O è che devo assumermi la responsabilità di quello che prendo? In forma scritta, magari... "Io sottoscritta Valeria nel pieno possesso delle mie facoltà di intendere e volere dichiaro" e il resto mettetecelo voi. Ultima perla (di pirla): "riposo". Ah guarda, col 38 di febbre di solito mi metto a ballare la mazurka in strada. Ancora una volta, grazie. Imprescindibile. Ma vi prego...
Canzone del giorno: Quelli che benpensano, Frankie Hi-NRG MC
http://www.youtube.com/watch?v=WEkdzc4EvF4
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