martedì 20 marzo 2012

Infanzia anni '90, ovvero: salvare la Terra in modo virile

 Scopro or ora che esiste un film animato dal titolo "Guru guru e il cetriolo della felicità". Poi una non deve pensare male. Ammettetelo, avete pensato male anche voi. Non ne parlerò, perché il film non l'ho mai visto e perché non è anni '90, ma avevo la necessità stringente di farvi conoscere il mio indignato stupore. Detto questo, passiamo a un argomento di cui posso trattare, perché anni '90. Anzi, a onor del vero è anni '80 e non poco, ma ne parlo lo stesso perché pure noi bimbi anni '90 ne siamo stati bellamente influenzati. Perché non potete venirmi a dire che non avete mai, e dico mai, visto una puntata de I cavalieri dello Zodiaco.


Chi di voi non ha mai sentito almeno una delle sigle dei cavalieri dello Zodiaco, scusate? Se davvero esiste qualcuno che non le conosce, si metta da solo in castigo in un angolo. E vada ad ascoltarsene un paio qui o qui. E dopo la sigla che capitava? Che un manipolo di ragazzini di età indefinita e ambigui come un Solange nei momenti migliori doveva combattere tantissimo per salvare Atena, la Terra, varie ed eventuali. 'Sti giapponesi devono sempre salvare il mondo, io non so... Magari non sempre, ecco, ma almeno con la frequenza con cui io faccio la spesa. E nel tentativo di salvare il bene si munivano di armature comprate e imballate da Ikea e sbrilluccicosissime (anche qui la crisi epilettica è dietro l'angolo) che davano loro la possibilità di sferrare colpi altrettanto luminosi. Ma solo se correvano per delle scale in rovina. Chilometri e chilometri di scale perfettamente inutili. Dubito che questi ragazzotti avessero 'sta gran voglia di fare step e rassodare i glutei. C'è da dire che adoravo i disegni di questo cartone, e per una volta il melodrammaticissimo doppiaggio. Anche se forse, rivedendolo ora, lo potrei trovare esasperante.
Il mio preferito era Crystal. Sarà che il modello "biondo-occhi-azzurri" era molto in voga tra le settenni che ancora credevano nel principe azzurro. E poi lui era quello del Cigno, animale che se a debita distanza fa tanta tenerezza e simpatia. Quindi noi bambine tradizionaliste eravamo accontentate. Il suo potere era quello di produrre del gran freddo... Signor Crystal, non è che verso febbraio è passato per l'Italia, per caso? No, perché avrei un paio di cose di cui chiederle conto... Vabbè. Il protagonista era Pegasus, dell'omonima costellazione, che essenzialmente andava in giro a chiedere "scusa, ma sei tu mia sorella?". Una scusa come un'altra per attaccare bottone con qualche bella figliuola. Chiamalo scemo. Sarà anche per questo che lui piaceva ai maschietti. Un altro soggetto degno di nota era Sirio, che piaceva molto alle bambine un po' più grandi e pure ai maschi; potere dell'estrema virilità dei capelli lunghi verso l'infinito ed oltre, immagino. Questo qua, della costellazione del Dragone (perché in Giappone i draghi piacciono sempre), a un certo punto diventa cieco. E continua a combattere senza fare un plissè. No, ma ne vogliamo parlare? E non venitemi a dire "eh ma se Beethoven era sordo e componeva, allora...", beh allora niente. Un conto è la musica, un conto sono le varianti dell'onda energetica che rischiano di staccarti la testa e piallarla sul pavè. Gli altri 4 sensi (e il settimo che andavano tanto cercando) saran stati pure sviluppatissimi, ma minchia.

Però l'attenzione di tutti si focalizzava su un altro personaggio. E di rado in positivo. Secondo me sapete di chi sto parlando... Si, lui. Quello estremamente virile: Andromeda. Seriamente, ho più testosterone io di lui. Ti ispirava tantissima fiducia come cavaliere, oh si: una folata di vento e volava via. E poi aveva la propensione a toccare chiunque, e sospetto avesse qualche mania fetish, facilmente soddisfatta dalle catene che aveva in dotazione con l'armatura. Armatura che, ricordiamolo, era ROSA:
Quanta giovane virilità in un uomo solo. Guardate che sguardo, poi. Uno sguardo che non urla "ti sconfiggerò!" ma piuttosto chiede pudicamente "Pegasus posso insaponarti la schiena?" o simili. Se non peggio. Spero che, in caso di doccia comune, non si portasse la saponetta. E che neanche gli altri se la portassero. Perché lì è un attimo. Che ve lo dico a fare.

Canzone del giorno: I want to break free, Queen. Merita anche solo per il video. Cazzarola, se merita.

2 commenti:

  1. Stasera avevo voglia di pubblicare un post, ma sono troppo stanca, dormo e ancora non me ne sono resa conto. Prima di spegnere però ho controllato se avessi pubblicato qualcosa tu e devo dire che, come al solito, mi diverti, mi è piaciuto tanto sto post sui cavalieri dello zodiaco! Mi hai fatta ripensare a quando lo guardavo con mia sorella più grande, che li adorava e quanto mi stupiva Andromeda, che come scrivi tu, tutto era tranne che un guerriero O.O! e per concludere gaiardissima canzone dei Queen.. brava brava Valeria ;)

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    1. Grazieeeeee! Andromeda e Lady Oscar sono alla base di molte turbe psico-sessuali attuali, secondo me...

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