La sigla ad ultrasuoni ci presenta subito lei, la protagonista. Secondo me il suo nome, visto il colore di capelli, è una citazione di Milva. Fosse stato un cartone anni 2000, probabilmente il suo nome sarebbe stato una citazione a Noemi. O tempora, o mores. Comunque, questa tizia si rivela un'inetta con l'unico talento di parare il culo al fratellino quando fa pipì in mezzo al campo di pallavolo della scuola. E di avere una cugina strabrava a pallavolo, una certa Mimì. Ma è proprio la Mimì di "Mimì e la nazionale di pallavolo"? Me lo sono sempre chiesta, e con scarso successo. Fatto sta che si scopre che 'sta rossa è un diamante grezzo della pallavolo, che evolverà verso l'infinito ed oltre. Il suo comprimario è Shiro, pallavolista teorico. Nel senso che dicono sia un giocatore di pallavolo, ma lo si vede giocare si e no in una puntata. E di 'sto gran campione Mila è innamorata persa, mentre lui sembra non incularsela di pezza. Oltretutto lo si vede pochissimo. Come fai a innamorarti di uno che non c'è mai? Che praticamente vedi solo nella tua testa? Uhm, forse sarebbe da chiedere alle fan di Justin Bieber.
Una delle caratteristiche comuni a Mila e Shiro e a Holly e Benji, oltre ad avere due nomi nel titolo che mi incasinano a scriverli vicini perché mi viene da mescolarli, è la forma che la palla assume quando viene colpita:

Ovale. Signori miei, la palla è ovale. Che diamine di forza hanno, 'sti due? Ma cosa mangiano in Giappone? Ma li dopano dagli 8 anni in su? Io ho passato tutta l'infanzia a cercare di imprimere al SuperTele una forza tale da farlo diventare ovale. E non ci sono mai riuscita. Per vedere un pallone ovale me ne sarei dovuta comprare uno da rugby. Infanzia distrutta. Distrutta anche dagli improbabili colori di capelli di Mila, Kaori e soprattutto Nami. Capelli blu. Capelli che qualche anno dopo avrebbero contagiato pure Sailor Mercury. Perché blu? Perchéééééé?
E poi: in entrambi gli anime, stadi pieni. Giocano dei bambini, e c'è lo stesso pubblico che all'Olimpico va a vedere il derby. Roba da matti. E pure con delle tifoserie agguerritissime. E i radiocronisti. Cielo, i radiocronisti. Ma chi vuoi che se le caghi, le partite delle medie? Ma che pubblico c'è in Giappone? Ok, sono in millemila milioni quindi va da se che qualunque cosa fa un po' di ascolti, perfino io che ballo la bachata da sola, ma porca zozza. Beh, c'è da dire che se gli spalti sono così pieni magari è un genere che piace.
Cosa che manca a Holly e Benji è Daimon, l'allenatore col bastone. In Italia conosciamo l'allenatore nel pallone, ma questo non è il blog di Lino Banfi. Daimon è colui che non vorremmo mai come vicino di casa, che alle riunioni di condominio spacca le balle e che fresa l'orto a sprangate. I fendenti che mollava col suo bastone di bambù mi facevano incazzare, e penare per chi li riceveva. Da piccola avevo pietà perfino per le cose finte; adesso, neanche per quelle vere. Sovraesposizione da Daimon? Può essere benissimo. Grazie per avermi resa insensibile, infanzia anni '90.
... Ma poi voi avete mai capito cosa dicesse Mila quando schiacciava? Io capivo "attà", ma sono stata lungamente coglionata per questo. Diceva "attacco"? Voi lo sapete? Se potete, toglietemi il dubbio, grazie.
Poco tempo fa hanno proposto il seguito di Mila e Shiro: "il sogno continua". E dopo averne vista qualche puntata, posso dire che la qualità è rimasta un sogno. Pessima realizzazione grafica e Mila ha la stazza della preside di "Matilda 6 mitica". Potevano fare a meno, ecco.
Canzone del giorno: Pretty, About Wayne
http://www.youtube.com/watch?v=hB_qsbEVuGY

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