Ancora una volta sto per parlare di qualcosa di cui avevo promesso di non parlare. Ormai le mie scuse sono talmente reiterate che valgono a poco. Ma Cristo, mi ci tirano per i capelli. Con immenso dolore mi accingo a commentare la pubblicità di EvaQ. E beccatevi il video, che non è che posso soffrire solo io:
Per chi ancora non lo sapesse, EvaQ è, come dire... Un facilitatore di eiezione di prodotti interni lordi di una certa portata. Uno sturaretrotreno. D'altronde, in nomen omen. Tra l'altro è facile ricordare a cosa serve, perché sfiata lo stesso pertugio da cui entra. Ma cos'ha in più? Cosa la rende unica? Il fatto che effervesce. Effervesce in loco. Quanto sentivo la necessità di una supposta effervescente. Guarda, due cose volevo nella vita: la supposta effervescente e la pace nel mondo. Il fatto che ora esista la prima mi fa sperare nella seconda. Che sferzata di vitalità.
Se non bastasse il prodotto, da solo, a generare sufficiente biasimo e vituperio, ci pensa la baggianissima pubblicità di cui si fregia. Avrei voluto dire sfregia ma vabbè, sarebbe stato anche troppo facile. Ma andiamo a condurre un'accurata esegesi di questo spot di cui tutti sentivamo l'esigenza. Dell'esegesi, non dello spot. Specifica necessaria.
Già vi dissi che la costipazione è donna, e qui non ci smentiamo. La cosa triste è che i pubblicitari hanno sentito l'esigenza di mettere una donna anche a fare la supposta. Se avete visto lo spot capite che non sto scherzando, e il cielo sa se lo vorrei. Si sfiora il dramma. La tizia in questione, di bianco vestita, è circondata da tot bollicine, nel caso ci fossimo dimenticati la sua peculiarità: effervesce. La qui presente sgnoccolona voleva fare il provino per l'amica costipata della Marcuzzi, ma da quando con lei c'è la Geppi non c'è storia. I produttori, tuttavia, non potevano non cogliere il suo talento nascosto (neanche tanto..): la faccia da supposta. E la voce con cui dice "mi chiamo Q, EvaQ" (povero James Bond) conferma il suo ruolo: fa cagare. Anche se, a dirla tutta, c'è da capire il suo dramma nell'interpretare una supposta. Povera cara. Il ruolo di una supposta effervescente che si crede una gran figa è duro da sostenere, insomma. Una supposta a cui "affidano le missioni più difficili": nella fattispecie, ripristinare la produzione di notizie dall'interno della signora Rossi. A lei sì che è andata di culo al provino, e perdonato il gioco di parole. Sul suo campanello si legge 04, che probabilmente è il numero dell'interno del condominio o simili, ma dalle mie parti indica un pub. Un signor pub oltretutto, con millemila marche di birre diverse. Rifugio confortante dei venerdì sera indecisi e dei baristi che sanno come consigliarti. Ma non usciamo dal seminato, su.
Dopo aver fatto plin-plon (e non plin-plin, quella è un'altra pubblicità) al campanello, la nostra eroina di bianco vestita si trova davanti all'immagine stessa della costipazione. Oh come si vede che c'ha il blocco. Lo indica anche la tonalità del suo vestito: marrone. Quando i pubblicitari hanno il senso dell'umorismo. La signora Rossi ha una mano sulla pancia e l'espressione affranta di chi non ha un certo dialogo col wc da almeno otto giorni. Ha una faccia che starebbe meglio a una gravida con le doglie che a una stitica, ma vabbè. Forse il peso da espellere è paragonabile. Non lo voglio sapere.
Ma ora arriva il pezzo forte: una grafica a dir poco accattivante ci mostra il funzionamento del prodigio della tecnica, del ritrovato della farmacologia, chiamatelo come volete. Parlando terra terra, una supposta che si infila in un culo femminile blu e fa le bolle. Frrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr. Pensate al solletichio che può dare. Piacevolissimo. Il problema è che inizino a schiumarvi le mutande, lì dare spiegazioni diventa imbarazzante. O dite di avere una particolare forma di rabbia, o che vi state esercitando per un innovativo numero circense perché volete farvi assumere dalla Moira Orfei. La voce che accompagna queste scene è pallida e assorta come quella dello speaker di Trenitalia, che ha in comune con questo tizio di non portare notizie particolarmente felici. Il treno ha un ritardo di 85 minuti - risveglia l'intestino con la delicatezza delle sue bollicine. Ancora una volta, frrrrrrrrrrrrr.
Cambio di scena: la donna bisognosa di una purga che la faccia cambiare d'abito sorride e fa ciao con la manina a supposta girl. Un sorriso aperto e sincero, che dice "guarda te cosa mi tocca fare per pagare l'affitto, tutto per colpa di quell'ebete che non mi passa gli alimenti". Al che la nostra eroina in bianco (colore molto poco indicato alla missione, se mi è concesso) tira fuori un tablet con la faccia della donna sbloccata accompagnata dalla scritta "missione compiuta". C'è così tanto trash anche solo in questa scena che non so più come raccapezzarmi. Il tutto mentre lo speaker, tra un treno e l'altro, trova il tempo di illustrarci qualche altro prodigio della supposta. Ecco, volevo dire a tutto il cucuzzaro: no. Semplicemente NO. Tutto questo è sbagliato, e lo sapete.
Al mondo non c'è più creanza.
Canzone del giorno: spero di non averla già postata, non ho pezza di controllare. Oh dear, now I'm sure I hate you dei The electric diorama
http://www.youtube.com/watch?v=u6K_HZOcZ-Y
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