Vorrei:
- che la neve se ne restasse in montagna. No, perché qua dà solo fastidio.
- che la gente che non pendolarizza capisse che sì, la neve è tanto tanto bella, ma non è il caso di venirlo a dire a chi invece pendolarizza. Perché se poi vi beccate pugni, insulti, onde energetiche o altro, ve la siete cercata. Abbiate pietà per i nostri disagi ed evitateci gli "uuuh che bello, nevica!". Uffa.
- che i libri di Alfonso Luigi Marra fossero messi al bando. Al rogo, proprio. Non mi sono mai azzardata a leggerne uno, ma un personaggio così borioso e tracotante mi fa pensare che ogni tanto il pregiudizio sia un bene.
- che la Carla di Real Time tornasse allo chignon. Il capello sciolto frangia-munito la fa sembrare un incrocio tra Lady Gaga e Donatella Versace (e, se non si fosse notato, NON E' un complimento).
- che l''inverno smettesse di essere così invernale.
- che i Babbi Natale appesi alle finestre di questa nostra povera patria venissero decapitati. Sono inquietanti, probabilmente contenenti sostanze tossiche e facilmente infiammabili. Se proprio volete qualcosa sulla finestra, piazzateci due vasi di gerani e bon.
- che Trenitalia facesse il suo lavoro. Ok, questa è utopia allo stato puro.
- che Capodanno non fosse peggio di una festa comandata. Bisogna ogni anno, per forza, trovarsi qualcosa da fare. Sennò sei uno sfigato. Che fastidio. Roba che ti vien voglia di andare a letto alle 10 apposta. Ma tanto so già che cercherò disperatamente qualcosa da fare. Stupide convenzioni sociali.
- avere una coordinazione motoria sufficiente a non fare figure barbine in giro. O che magari mi lasciasse fare, non so, uno sport anche solo di bassa lega. Allo stato attuale, sono troppo scoordinata anche per giocare a bocce.
Sono stata stringata, siete liberissimi di giubilarne o dolervene.
Canzone del giorno: Little talks, Of monsters and men
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