domenica 16 dicembre 2012

Libri che sì e libri che no

Premessa: mi accingo a scrivere questo post circa un'ora dopo aver preso una sonora craniata contro uno spigolo malefico. La mia scatola cranica ha tenuto botta, così come l'anta della credenza attentatrice e il suo acuminato spigolo, ma non so se posso dire lo stesso dei neuroni che albergano nel mio testone (definibile a questo modo a ragion veduta, dato che i cappelli misura 58 non mi entrano e visto anche il massivo rivestimento di copiosi capelli mossi che mi fanno somigliare più a un baobab castano che ad un essere umano. No, ma poco lunga, 'sta frase). Ergo, potrei scrivere qualcosa di più sconnesso del solito. Lasciate ogni speranza voi ch'entrate, dunque.
Oggi sono stata in un libreria. E ne sono uscita a mani vuote. Che nervoso. Nei posti troppo grandi mi disoriento, se non so già esattamente cosa voglio e in che posizione trovarlo. E' tutto così dispersivo. E' brutto avere così tanta scelta ma così poco tempo per operare la scelta medesima. Avrei dovuto star dentro ore, ma la limitata pazienza di chi mi accompagnava unita alla copiosa marmaglia di gente me l'hanno impedito. Troppe persone, troppissime. Magari lì per prendere un regalo di Natale.Ricevere un libro in regalo può essere molto bello o molto brutto, dipende. Dipende se si azzecca il libro giusto, che non sempre vuol dire il libro del genere che si sa piacere al destinatario. La sorpresa può essere dietro l'angolo, chissà. Certo, se mi regalano un libro di Bruno Vespa lo adopero solo come paraspifferi, ma d'altronde è un rischio che va calcolato. Anzi, sapete una cosa? Beccatevi la lista dei libri da NON regalare, a prescindere:
- i sopracitati mattoni di Bruno Vespa, a meno che non dobbiate tirare su un muro. In quel caso ve ne serviranno tanti.
- i pregnissimi libri di Alfonso Luigi Marra. Pregni di non so bene cosa, probabilmente di concetti senza capo né coda che ti stordiscono più della mia craniata, ma pregni.
- i libri del Papa. No, vi prego, no. E' come se urlassero "non so cosa regalarti".
- i libri con gli accessori da cucina compresi. Shaker (ebbene si, l'ho visto), stampini per i muffin, leccapentole di silicone. Credete di fare due regali in uno, libro ed accessorio, ma alla fine entrambi si rivelano di qualità discutibile. Mangiare in un piatto di plastica con disegnata sopra una giraffa non è la mia aspirazione massima, a maggior ragione se la giraffa perde il colore che si mescola poi al cibo. Tanto per dirne una, eh.
- i libri d'arte. Quelli, per intenderci, con la copertina in mogano placcato piombo e le pagine spesse come carta vetrata, di solito in un praticissimo formato A3. Una roba così pesa dalla tonnellata in su. Se ti cade sull'alluce te lo sbriciola. Che poi, 'sti libri riguardano sempre opere o artisti scrausissimi o mai sentiti. Vi prego: della cappella gotica di San Severino Della Ceppa o dei dipinti olio su cera su tela su foglio di Frinziano Slelè non ne cale una beata fava a nessuno. NESSUNO.

Ps: da oggi non sono più neolaureata... Uno scriteriato, esattamente un anno fa, ha deciso di proclamarmi dottoressa magistrale. Quanti scriteriati, al mondo. So che probabilmente non ve ne può fregar di meno, ma il riassuntissimo di quel giorno lo trovate qui. Mentre qui trovate il diario della discussione di laurea. Se ripenso alle parole "la proclamo Dottore Magistrale" ho ancora la pelle d'oca. Ok, fine del momento sentimentaloide.

Canzone del giorno: non la sentivo da anni, e sono un paio di giorni che la canto così, a caso. Poi oggi l'ho sentita al centro commerciale, e non ho potuto non metterla. Un po' di amarcord fine anni '90 ci sta. Larger than life, Backstreet boys

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