E che vi devo dire a Pasqua? Buona Pasqua! Ciao cari, immagino che molti di voi siano reduci da un'abbuffata di proporzioni epiche e da un giro parenti con la piacevolezza di una badilata di taglio sulle gengive. Spesso, non sempre... Qualcuno si potrà pur salvare. Spero. Comunque, questa per me è stata una giornata né più né meno banale di altre. Niente abbuffate, pochi parenti. E ne sono ben contenta. Ve l'ho già detto a Natale: non amo le feste. Fortunatamente la Pasqua è percepita come "festa un po' meno festa" rispetto al Natale. Quindi, in una certa misura, ci si salva. L'entusiasmo da uovo è più contenuto e meno infantile di quello da albero di Natale; e meno male, che di Natale me ne basta e avanza uno solo, grazie.
Detto questo, chiudo questo post che si è rivelato della stessa utilità di Titanic in 3D. Di Caprio muore lo stesso, ma meglio. E d'altronde, oggi è la festa di quello che è morto meglio di tutti perché poi in realtà non è morto, quindi il parallelo è più che attinente.
Canzone del giorno: La canzone di Marinella, Fabrizio de Andrè
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