lunedì 9 aprile 2012

StaiBene docet: tabù femminili

La stanchezza e il rintronamento generalizzato oggi la fanno da padrone. Sarà questo stolto tempo grigio al sapore di muffa... Ma il cielo di pianura è così, cosa vuoi farci. Sarà anche per questo che oggi ho deciso di ridedicarmi con ritrovato cinismo e senso del banale al genitore web di tutte le stronzate: StaiBene. Da questa imprescindibile rubrica con furore, I 4 grandi tabù delle donne.

Tabù che non sapevo di dover avere, ohibò. Meno male che me l'hanno detto, così mi regolo. Ora capisco perché sono così poco femminile... Grazie, StaiBene, veramente grazie.
Ma quali sono questi misteri inconfessabili di cui le femmine si ammantano? Cos'è che una donna non vuole assolutamente dire, nemmanco per la ceppa? Dimmelo tu, rubricaccia, e fammi diventare una femmina come si deve. Così potrò FINALMENTE camminare fiera su un tacco 12 con un chihuahua dentro a una borsetta rosa. Dunque, i quattro segreti segretissimi e pericolosissimi (cit.) sono:
- il peso. MADDAI? Non mi dire! Non sapevo che le donne avessero il complesso del peso. Ma tu pensa, c'è gente che dichiara chili su chili in meno perché si vergogna! No, dai, seriamente, hanno davvero sentito la necessità di scrivere un articolo per dircelo? Sul serio? Ah grazie, tv/film/riviste e quant'altro non ci avevano per niente suggerito l'idea che per essere "giusta" devi essere magra. Ora che lo so, continuerò a scrivere questo post in piedi, camminando su e giù per casa col portatile in mano, così brucio calorie. Grazie, StaiBene.
- la taglia: ehm... Ma non è una diretta conseguenza del punto di cui sopra? Va da se, che se dici di pesare 52 kg non puoi dichiarare di portare la 48. Il problema è che la donna panciuta (sempre piaciuta) in questione dice una taglia che non è verosimile pure alla commessa del negozio, tant'è che "non è raro che acquisti un vestito di una taglia sbagliata". Verosimile. Qui i casi sono due: o il mondo è pieno di pazze scriteriate, o suddette pazze le conoscono solo loro. Chissà perché propendo più per la seconda. Anche perché gente che arriva a fare l'idiota "tagliando l'etichetta da vestiti e reggiseni per impedire di identificare la misura esatta" io non l'ho mai vista. Grazie per l'alta considerazione che avete dei cromosomi XX e delle loro portatrici, eh. Non sia mai che si possa pensare che ci interessi dell'altro. Avete ragione, siamo tutte sordide individue che strisciano col favore delle tenebre in modalità Gollum a cercare tra i vestiti quelli con ancora su l'etichetta, per poi tagliarla e gettarla nel monte Fato. Evitando di caderci pure noi, eventualmente.
- il numero di scarpe: ossignore pure questa. L'ultima volta che avevo sentito qualcuno lamentarsi dei piedi troppo grandi era stato ne La Tata, la sitcom. No, per dire la verosimiglianza di questa paturnia. "Ommioddio, tragedia, chiamate i pompieri, il 118, la polizia!!!" "Cosa succede, ti hanno rubato in casa? Qualcuno sta male?" "No, PORTO IL TRENTASETTE E MEZZO!". Son disagi. E a quel punto il 118 lo chiami anche, ma per la neuro.
- l'altezza: beh, qui si usa dire "altezza mezza bellezza", quindi magari è un modo che usano le bruttine per compensare altro tipo di carenza. Sarà, io sono 1 metro e 68 effettivo ma lungi da me l'esser graziosa. Quindi, in tutta onestà, mi pare un po' un'ebetata (concedetemi il neologismo). E poi, non per sconcertare le mitomani che ricadono in questa statistica, ma... SI VEDE. Cristo, si vede! Se sei alta un metro e un toast non puoi dichiarare 1.70, lo sgamo è immediato. Oppure conosci solo gente molto miope, che non si accorge che il tavolino con tovaglia pelosa su cui poggiano la mano è in realtà la tua testa. Ma perché mai dovremmo giungere a questo? Cose così stereotipate le ho sentite solo alla Vita in Diretta. Non volevo guardarlo sul serio, giuro, me l'ha imposto la nonna. Ubi nonna, Valeria cessat. Et imprecat (un altro neologismo, portate pazienza).

Canzone del giorno: Diamonds and rust, Judas priest

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