lunedì 2 settembre 2013

Femminilità, questa sconosciuta

Sono sul punto di comprarmi un chiodo su eBay. No, dico, un chiodo. Di quelli da indossare, non da attaccarci un quadro col tramonto e i gabbiani. Un chiodo. E degli stivaletti tipo bikers. No, e poi mi lamento quando mi si da velatamente della femmina poco femminile. A mia discolpa posso dire che è una tara genetica: io e le mie parenti appartenenti al gentil (?) sesso siamo quasi tutte così. La mia famiglia non è avvezza alla finezza neanche quando si parla di cromosomi XX, no no. Che qua anche da piccole si è sempre preferito giocare con le macchinine che con le Barbie. A mia discolpa, posso dire che da bambina promettevo pure bene, se non altro per il fatto che ODIAVO con tutta me stessa sporcarmi. Tipo che mi mandavano in giardino a giocare, e io nel giro di cinque minuti tornavo in casa perché volevo lavarmi le mani. Tipo che facevo la mia porca figura con vestitini a fiori con le maniche a sbuffo e il collo di pizzo, le calzine bianche profilate anch'esse in pizzo e le scarpine di vernice nere. A ornare il tutto, una treccia bionda lunga da qui all'Alaska. Ma probabilmente è per quello che sono diventata buzzurra, sapete. O forse era solo il gene che tardava a trovare una sua degna e meritoria espressione. E così mi trovo a passare ad essere, da una bambina più assimilabile a una bomboniera di porcellana che a un essere umano, una che ha come massima aspirazione quella di riuscire a dire l'alfabeto in un rutto solo. E che vuole il chiodo e i bikers. Per quanto riguarda questo tipo di cose, non sono per niente femminile; per quanto riguarda invece caratteri più intimi usualmente ricondotti al concetto di donna, quali la dolcezza, la tenerezza e altro... Beh, non ho manco quelle. Il fatto di essere ogni tanto ruffiana non vale mica. Almeno credo.

Canzone del giorno: Laura Palmer, Bastille

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