domenica 17 febbraio 2013

Diario di bordo

Oggi ho portato un pezzo della mia via in un luogo più consono. Dopo tanto pendolare, finalmente potrò stazionare in un luogo più confacente alla sottoscritta. Confacente sia per praticità, sia per quello che penso che ci troverò. E che, soprattutto, mi ha permesso di smanacciare sul sito dell'Ikea con uno scopo ben preciso, una volta tanto. Quello è un luogo di perdizione. Mannaggia a me, sento che mi ci potrei giocare un bel po' di stipendio (che per inciso non ho ancora ricevuto). Ninnoli a costo relativamente basso e dall'aspetto non dico fighissimo, ma quanto meno grazioso. E così stai lì, a valutare se è meglio il Berlevag o l'Ung Drill, l'Akerkulla o la Rosenkalla. Oh, cielo. Trasloco, cosa mi hai fatto? Sto diventando la versione trico-monocromatica nonché low cost della puzzola di Cerco casa disperatamente? Mi metterò a disquisire della luminosità di un attico decorato con zaffiri e pelle umana? Mi truccherò pesantemente di grigio balena? E poi, perché GRIGIO balena se è blu? Valuterò i prezzi dicendo la fatidica frase "qui la richiesta è leggermente sopra il budget"? Almeno riuscissi ad entrare nei suoi tubini, quella sì che sarebbe una soddisfazione. Per ora ci riuscirei si e no con una gamba. Disagio.

Canzone del giorno: quella che secondo me a Sanremo avrebbe meritato di più. Sotto casa, Max Gazzè. Avrei preferito un video del live, ma il cielo maledica la Rai. E comunque con quella tastierina elettronica lì ha capito tutto.

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