Io gli sport non li concepisco proprio. Voglio dire, non condanno chi si avvicina a questo tipo di pratiche: è una libera scelta, al pari di andare in giro nudi o ululare come lupi nelle notti di luna piena. Come dicevo, libera scelta. Libera, incomprensibile scelta. Non capisco come si possa deliberatamente decidere di buttarsi a capofitto in attività caratterizzate da fatica, dolori sparsi ovunque, estremo sudore, odori corporei quantomeno infelici (a voler essere generosi), fiato corto e improduttività. In questo senso, lo sport è l'emblema del disinteresse nel senso più nobile del termine. E' fine a se stesso e bon, ciao le balle, saluti e baci, ricchi premi e cotillons. Non serve ad altro che allo sport in se e per sé. Non ci sono per niente portata, sono più per i lavori di concetto che per quelli fisici. E non lo dico solo perché ad educazione fisica il prof mi prendeva come esempio di come non svolgere gli esercizi: "ecco, avete visto Valeria, questo è esattamente quello che non dovete fare, Madonna santa!". Ecco, questo non c'entra niente. Anche se ai suoi reiterati "Valeria, cosa fai?" avrei dovuto rispondere, se fossi stata onesta, "tento di non inciampare sui miei stessi piedi". In effetti è quello che provo a fare di solito quando deambulo normalmente. Vabbè, questo non depone a mio favore. Quello che volevo dire è che proprio non capisco. Potenti divinità dell'Olimpo, datemi la forza di capire perché la gente corre dietro a un pallone per poi calciarlo via, perché si immerge in acqua per percorrere 50 metri quando farebbe molto prima a piedi, perché cavalca cavalli e faccia far loro movimenti bizzarri e inutili (ma poi, il dressage è davvero uno sport? Davvero davvero?), perché corre senza essere inseguita, magari saltando degli ostacoli messi lì apposta. Ripeto: APPOSTA. Se gli esseri senzienti non umani fossero dotati di parola a noi comprensibile, non pensate che ci prenderebbero per il culo a manetta? Non credete? E per "esseri senzienti non umani" non intendo l'orso Vodafone: quello lì sarebbe meglio non capirlo, quando parla. Irritantissimo.
Canzone del giorno: Solo, Marco Mengoni. Sono sempre più convinta che 'sto tizio abbia le corde vocali zigrinate.
Nessun commento:
Posta un commento