Torniamo alle recensioni? Massì, dai, è un pezzo che mancano. Questa volta vi parlo di un simpatico gruppo musicale che conosco da poco, ma è entrato di corsa tra i miei preferiti. Così, senza passare dal via: gli Alter Bridge. Americani, insieme dal 2004, prima stavano tutti con altre band. Giusto per farsi un po' le ossa, ecco. Il genere è quello che piace a me, rock con punte di cattiveria che sforano a volte nel metal (tipo in Metalingus o Isolation). Non si fanno mancare le ballatone (Blackbird o In loving memory) ma di solito stanno sul'energico. Fortunatamente non parlano tipo mai di amore e affini, e meno male. Che ce n'è già abbastanza, di quelli... I testi sono abbastanza introspettivi, e la voce del frontman è parecchio piacevole. Voglio dire, non è superspeciale ma comunque ben gradevole. Piacciono, piacciono. Diciamo pure che sono la mia fissazione attuale (se si esclude il mio quasi autistico continuare a cantare Only the horses, ma quella è un'altra storia). Dai che val la pena sentirli. Dai. Se non lo fate, che peste vi colga. O Gigi D'Alessio, vedete voi cosa preferite.
Canzone del giorno: l'ho invocata un paio di giorni fa, e mi sa che continuerò a farlo. Perché qua si sgambetta sempre di più, e autoincoraggiarsi serve: I will survive, Gloria Gaynor
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