Tanto per cambiare, la stanchezza la fa da padrone. Ma proprio tanto. Quindi sono qui, in questa cappa di afa assurda e soffocante, a scrivervi cose sconnesse e prive di consequenzialità. Giornata a dir poco torrida, a dir poco lunga, a dir poco boh. I pensieri fanno fatica a fluire, sono un po' pastosi già dentro la testa, figurarsi a scriverli.
Esattamente un anno fa mi stavo cagando in mano per l'esame di stato da farmacista, che cominciava il 20 giugno 2012. Panico, proprio. E ora vedo delle mie amiche con più o meno (spero meno) lo stesso panico che domani dovranno affrontare le stesse prove che ho affrontato io. Le stesse, ma diverse. Come diverse sono loro rispetto a me, e diverso è il tempo. Diverso è l'approccio. Di uguale c'è solo il caldo infernale, che non ti fa venire tutta 'sta voglia di mettere un camice e piazzarti davanti a un bunsen acceso. E così, a un anno esatto di distanza, la storia si ripeterà. Ma non per me.
Domani, poi, è anche una data di quelle che ti ricordano le tue sfighe, una di quelle ricorrenze di cui faresti volentieri a meno ma da cui sai di non poter prescindere, perché hanno condizionato quello che sei stata, sei e sarai. Però, francamente, vorresti di no.
Che gran botta di vita stasera, eh.
Canzone del giorno: Learn to fly, Foo Fighters
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