domenica 5 maggio 2013

Inutilità come argento fra le stelle

Ho appena sentito per sbaglio, e per due volte nel giro di quattro minuti, La nuova stella di Broadway di Cesare Cremonini. E ora mi risuona in testa, sembra proprio non volersene andare. Così, in questa serata ancora una volta di pioggia, mi ritrovo a pensare a questa canzone. Ne ho visto il video, due volte di fila, ma solo il finale. L'intro per me è ancora un mistero. E qui potrebbe partirmi un pippone metafisico su come a volte si piombi nelle situazioni in medias res, e non si sappia come siano cominciate ma lo stesso se ne giudichi il finale, ma ve lo risparmio.
Tu chiamami e ti vestirò come una stella di Broadway.
Stella che, comunque, con 'sti nuvoloni non puoi mica vedere. Stasera va così, con un mood malinconico come quello della canzone. Sarà che piove, sarà che boh. Cielo plumbeo e greve, di quelli che ti appesantiscono l'umore. Non so voi, ma credo personalmente di risentire parecchio del meteo. Quindi immaginate cos'è stato il mio umore negli ultimi due mesi! Non fa altro che piovere.
New York, New York è una promessa d'amore.
Chissà se anche là c'è 'sto tempo infame. Quello che so, beh, è che qui si. Il cielo è perennemente gravido di nuvole che sanno mantenere le loro promesse di partorire pioggia. Che senso di oppressione. Tanto vale tirar giù la tapparella, che fuori il copione è sempre lo stesso. Domani inizia una nuova giornata, sperando che sia meno densa e fumosa di questa.
E chi non ha mai visto nascere una dea...
Facciamo basta. Mi guardo un po' di The big bang theory.

Canzone del giorno: mi sembra doverosa. Rain man, colonna sonora. No, niente cantato.

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