giovedì 2 maggio 2013

Elogio della miseria sbagliata

Mi si chiede di fare un post a tema. Funziona così: io chiedo un jingle su qualcosa, e mi si risponde "facci un post tu". Mi pare giusto, dato che lamento sempre una certa mancanza di idee. Quindi, eccovi servito un post sulla miseria. Anzi, sull'immiserimento.
Partiamo da tutti i presupposti politically correct di 'sto mondo: e la povertà è una piaga sociale, e la miseria è qualcosa su cui non scherzare, e bla bla bla bla. Ok, sono d'accordissimo, e infatti non è a questo che mi riferisco. La miseria contro cui mi ritorco è di ben altra foggia: è l'immiserimento vero e proprio, quell'inno incarnato alla miseria che non ha motivo d'essere. Se non quello, ovviamente, di farsi compatire. E' un modo d'essere che a volte mi suscita ilarità, ma ben più spesso fastidio. Perché se di problemi economici non ne hai, il fatto che tu tagli il succo di frutta con l'acqua non manifesta la tua miseria, ma la tua tirchiaggine. E la tua voglia di essere compatito. Ma come si fa a compatirti? A me viene da ridere, o da guardarti male, o da comprarti un pacco di biscotti così per un po' non avrai di che lamentarti. Se non altro perché avrai la bocca piena.
Perché è così, l'elogio della miseria quando miseria non c'è dà noia, ma ci si può ridere su. Eccovi le mie personalissime, inadeguatissime e sciocchissime Regole di Sopravvivenza agli Elogiatori di Miseria:
- fare i conti in tasca all'Elogiatore, annotando entrate ed uscite e cazziandolo, dati alla mano;
- cazziarlo, anche senza dati alla mano;
- assecondarlo fino alle estreme conseguenze, fargli credere che gli credete, per vedere fino a dove si spinge per poi riderne sottobanco. O sopra il banco (il tirchio crepa);
- coinvolgere un vostro amico nel classico, amabile giochetto dello "scommetto che oggi riesce a dire perfino che..." (lo ammetto, è il mio preferito);
- fargli credere, con l'aiuto di un compiacente direttore di banca che DI SICURO è vostro amico, che è davvero nella miseria. Vediamo come va.
Fatene tesoro, di 'sti consigli.
Che poi ci sarebbe anche tutto un discorso sulla miseria non economica ma umana e sociale, del tipo "ho lavorato così tanto che non ho avuto tempo di lavarmi": ecco, no. Fai a meno di dirmelo, che i casi sono due: o non ti credo, o ti credo e allora mi allontano.

Canzone del giorno: Desert rose, Sting

2 commenti:

  1. Valeria, valeria, valeria,
    quanto è profonda questa miseria, oh oh...

    Miseria, misera, miseria,
    che mozzarelle, la crisi è seria, oh oh..

    Sfrenato, sfrenato, sfrenato,
    il tutto 1 euro è lusso sfrenato, oh oh..

    ad libitum (sfumando)

    Ps: la VERA canzone del giorno è "Euro Disperato" di Ruggero Scandiuzzi

    http://www.youtube.com/watch?v=jREjauIuif4

    Faccio notare la didascalia che recita orgogliosa "Video girato a Sharm el-Sheikh (Egitto)"...alla faccia (e a conferma) della teoria sull'ingiutisficata ostentazione della miseria!!!

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    1. Vedi che alla fine l'hai fatto, il jingle? E comunque Euro Disperato lo guardo un'altra volta, mi rifiuto di accettare che uno che si chiama Ruggero Scandiuzzi abbia perfino la pubblicità davanti ai video! Dai!

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