mercoledì 23 maggio 2012

Cose degne di nota: la fotocamera scrivente

Ok, la nuova impaginazione di Blogger per scrivere i post un po' mi disorienta, ma mi ci posso abituare. Ci si abitua a tutto, no? Pure alle cose più strane. Alle invenzioni becere ed inutili, per esempio. E allora lasciate che vi delizi con questa simpatica ciarlatanata. Una cosa che merita attenzione e un "oh" di stupore. Che mi fa un po' specie. Che spero tanto essere un fake: La macchina fotografica che realizza una descrizione scritta dell'ambiente anziché un'immagine.

Tocca dire che il titolo avrebbe potuto essere ben più accattivante, non si sono mica sprecati. Un titolo che da solo ti dice tutto e quindi ti toglie la voglia di leggere l'articolo (come se abbondasse). Vabbè. Tale Matt Richardson ha sentito l'esigenza di creare una macchina fotografica che, anziché produrre immagini, le descriva. Tu scatti, e prrrt: dalla fotocamera esce una specie di scontrino con la descrizione di quello che hai fotografato. Un temino. Un saggio breve, ma breve forte. Roba che alla maturità sarebbe valutato 1 su 15. Ora, da dove nasce siffatta esigenza di avere una descrizione anziché una foto? Ah, bella domanda. Quando leggo di queste cose di solito penso a qualche trauma infantile; nella fattispecie, mi viene in mente che il piccolo Matt sia stato costretto a imparare a scrivere ancora prima di camminare. Che l'abbiano forzato a mandare a Babbo Natale, anziché la classica letterina, dei tomi di richieste eventualmente rilegati in pelle. Che gli abbiano fatto copiare cento vole il De bello gallico, ovviamente non tradotto. Poi ci credo che uno cresce storto. Sia come sia, questa macchinetta non fa foto ma descrizioni. E veniamo alla parte più sconcertante: qual è il prodigio della tecnica che sottende a questa cosa? Quale ritrovato tecnologico è stato inventato in tale senso? Come fa questa macchinetta a scrivere cosa stiamo fotografando? Cos'è che merita il nostro totale stupore? Beh. Cito testualmente: "la macchina fotografica invia tramite AMT la foto vera, dove qualcuno poi la esamina e (per un paio di dollari) ne crea la descrizione, che torna indietro alla fotocamera che la stampa". Propongo un minuto di silenzio. Ma stiamo scherzando? Cioè, c'è davvero qualcuno deputato alla descrizione delle foto? E io che immaginavo chissà che circuiti e software complicati... Il software in questione magari si chiama Pasqualino, vive a Pontelagoscuro (che di Pasqualino è senz'altro pieno così) e si guadagna di che fare a spesa descrivendo le foto che gli ebeti che han comprato 'sta macchinetta fanno in giro. Parliamone. Io mi immagino che questi, scoperto il trucco, facciano apposta delle foto difficilissime da descrivere. O almeno, io lo farei. Farei la foto di una Simmenthal mezza mangiata dentro un ciotola sbeccata dietro una bottiglia, il tutto su uno sfondo dello stesso colore. La foto di un portaombrelli talmente zoomato in un angolo da renderlo irriconoscibile. O banalmente la foto di qualcosa di sfuocato. E dite la verità, lo fareste anche voi. Sareste molto molto cattivi con Pasqualino. Povero caro.

Canzone del giorno: Too bad, Nickelback

1 commento:

  1. ciao Valeria, ho vistato il tuo blog e m'è piaciuto al punto che ti faccio la seguente "proposta indecente". Questo è l'indirizzo del mio blo, http://mattax-mattax.blogspot.com/ che quando vorrai e se vorrai potrai visitare per uno scambio alla pari come lettori fissi reciproci. Se vuoi ti do il mio account, così vedo subito la tua risposta, ammesso che tu mi risponda matteo.mattax@gmail.com
    Buona serata.

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