domenica 13 maggio 2012

Considerazioni non necessarie: l'adultità

Ohibò, non scrivevo da una cifra... Amici miei, buonasera e ben ritrovati. Ultimamente le giornate mi scivolano di mano senza che me ne accorga, impegnata come sono ad andare in giro con un camice a millantare conoscenze che non ho. Non credo di aver mai trascurato il blog per così tanti giorni, e me ne dolgo. E neanche mi viene da fare un post simpatico. E portate pazienza, non so cos'altro dirvi. Ho un sacco di pensieri superflui e inutili, oltre a quelli doverosi (che già sono molti). E uno di questi evitabili pensieri è: quand'è che si smette di giocare a fare gli adulti e si inizia a fare gli adulti sul serio? Voglio dire, nel mio occuparmi di cose "da grande", come ad esempio cercare un lavoro, mi sono sempre sentita come una bambina che si mette vestiti più adulti di lei e recita una parte. Così, senza capire che quella parte è la vita vera. Mi sembrava di occupare un posto non mio, di usurparlo addirittura. E un po' è così anche adesso. Quand'è che arriva l'epifania in tal senso? Che mi renderò conto che, ohibò, non sto giocando? Che il mio posto nel mondo è quello di una persona adulta e che deve essere autosufficiente? Magari è uno switch graduale, come il passaggio al digitale terrestre. Certo, sperando che funzioni meglio e che almeno lì il mio cellulare non faccia interferenza.
Forse la chiave è semplicemente non pensarci e prenderla come viene, che tanto a livello pratico poco cambia. E a livello emotivo, beh... Ci si risparmiano un sacco di beghe. Così poi le risparmio a voi.
Perdonate lo sfogo.

Canzone del giorno: Tapparella, Elio e le storie tese

2 commenti:

  1. e se fossero solo gli altri a crederci adulti? forse che nessuno si sente tale..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Può essere, in effetti... Ma allora gli adulti non esistono? Certo che se fosse vero, ci si spiegherebbe un sacco di cose che non funzionano al mondo: siamo governati/gestiti/condizionati da bambini troppo cresciuti!

      Elimina