Ok, parliamone. Dopo tre settimane di ozio e sollazzo e ancora ozio, la realtà mi ha bellamente travolta come un tir. E io sono come una nutria, piantata lì in mezzo alla strada, che fissa il tir senza riuscire a muoversi, sapendo che verrà travolta. SPLAT. Ebbene sì, sono tornata al "lavoro", se un dottorato può così essere definito. E non ne sono del tutto convinta - non verso mica i contributi, insomma. Per carità, mettiamoci a posto la coscienza dicendo "eh vabbè meglio il trauma da rientro piuttosto che non avere affatto un lavoro", ma minchia. Facciamo la conta dei danni:
- sonno infinito già alle 9 di sera, a cui associare della simpatica insonnia;
- lentezza totale nel fare quello che prima delle ferie facevi in scioltezza. Come, non so, fare un ragionamento coerente;
- scadenze. Scadenze OVUNQUE. E correlata ansia;
- sono parecchio convinta che mi siano anche aumentate le doppie punte. Lo so, lo so. Non fatevi domande.
E' terribile.
Anche perché ho cominciato questo post mezz'ora fa e sono ancora a questo punto. Facciamo che vado a dormire anche se è presto prestissimo.
Ma perché di lavoro non faccio il free hugs? Ah già, perché non mi pagano.
Canzone del giorno: Sheena is a punk rocker, Ramones
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