Lo ammetto, sto curiosando su StaiBene per trovare qualcosa da scrivervi, dato che la voglia c'è ma l'argomento latita. D'altronde anche io ho latitato, quindi è tutto coerente. E' un periodo impegnato, impegnativo e frustrante, che oggi pomeriggio ho sentito il bisogno di sublimare con lui. Si, lui, l'amante nascosto di ogni donnetta che si rispetti: lo shopping. Ora, io ho sempre professato un odio profondo verso gli acquisti. Eppure oggi ho fatto acquisti. Anche che non mi servivano. Anche da Rinascente, che finora avevo frequentato solo un paio di volte e solo per andare al bar del terzo piano. Giusto cielo, perché? E' colpa dei saldi. Maledizione. Si, i saldi sono quella roba che ti fa dire che stai risparmiando quando spendi. Ma non è vero, proprio perché spendi in robe che probabilmente non avresti degnato di pezza. Tipo il fruibilissimo cappello di panno color vinaccia che mi sono accaparrata da H&M a 9.95 euri. Ma quando mai metterò un cappello di panno color vinaccia? Siamo anche fuori stagione, fa un caldo boione, ergo se me lo mettessi adesso non oso immaginare cosa potrebbe succedere nel momento in cui lo andassi a togliere.
In realtà non sono nuova agli acquisti in saldo perfettamente inutili. Si, perché da un paio di settimane detengo con poca fierezza un tubino nero. Ma che minchissima me ne farò di un tubino nero, che avrà pure le maniche corte ma è pesante come il piombo? Dove ci vado? A un vernissage di arte moderna? Io, che ho dovuto cercare in Google come si scrive vernissage? Eh ma costava 15 euro, vuoi lasciarlo lì? Fa brutto. E allora spendi. Sto diventando una disutile. La pelle secca che ultimamente porto sulle mani forse è segno che mi si stanno per bucare.
Qualcuno mi salvi.
Canzone del giorno: ridete, gente. Adamo ed Ivo, Los Massadores
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