Mi accingo a scrivervi, carissimi i miei lestofanti, dopo una giornata fatta di molto sudore, studio, due docce, quattro discorsi (anzi, quattro volte lo stesso) in inglese ripetuti da sola davanti al pc che mi hanno fatto sentire un po' ebete, una sessione di shopping assolutamente non necessario (e la scusa "ma costava solo dodicieuriequarantacinquecentesimi" non me/ve la racconto neanche più), una cena fatta di pizza, birra e rutto libero. Che dire, in questa torrida giornata che non mi ha visto prendere a due mani il coraggio di uscire prima delle 19.15? Che ho il ventilatore sparato sul collo e che lì resterà, che finito il post andrò a leggere Pride and Prejudice (che in inglese, giusto cielo, non finisce mai), che ormai le cose tipo i matrimoni e le lauree dei tuoi ex-amici-ora-conoscenti o conoscenti-da-sempre li apprendi da Facebook. Forse vi dovrei parlare di temi sociali alti, tipo la pace nel mondo. Ma magari è un tema da lasciare alle Miss Italia. Forse dovrei parlarvi dei mondiali di nuoto di Barcellona, ma onestamente ho visto solo le gare maschili di tuffi dalla piattaforma alta alta (non chiedetemi quanti metri sono, via), e solo perché c'erano dei gran bei tocchi di marmo. Dei tronchi di legno massello, proprio.
Non pensiate che non abbia voglia di scrivervi, e che scriva di questi post giusto per fare numero e dirvi "ehi, ci sono". Caldo, stress e sfighe che si susseguono alla velocità della luce non aiutano l'elaborazione di scritti intelligenti né sarcastici. Questa è la Valeria che al momento avete a disposizione, me ne rammarico io per prima...
Però va così e ve lo tenete!
Canzone del giorno: beccatevi della bruttezza pop giovanile. Siate amareggiati con me per la deriva dei gusti, perché non ce ne frega niente che una figona sappia cantare, ballare o quant'altro, basta che Walks like Rihanna, The Wanted. Notare la scena verso i 0:17 con la bottiglietta. Il riferimento è VELATISSIMO.
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