Allora, allora, allora. Buon anno, intanto. Che, per chi non lo sapesse, è il 2014. Ma se le abbuffate degli ultimi giorni non ve l'hanno fatto notare, lungi da me riuscirci. Personalmente penso che inizierò a sperimentare la locomozione a rotolamento, e sono ben lontana dal pensare di smettere di abbuffarmi; a riprova di questo, il fatto che oggi ho fatto due torte, muffin e dolcini vari a forma di omino biscottino. Ho i trigliceridi che ballano la samba, in pratica.
Detto questo, mi accingo a scrivervi perché volevo comunicarvi il poco edificante modo in cui ho concluso l'anno passato e iniziato quello nuovo, che per certe cose ci vuole tempo: ebbene sì, ho ceduto anch'io e ho letto le Cinquanta sfumature. Tutti e tre (non che ne vada fiera). E ora posso capire perché sia stato un successone. Prima di tutto, è scritto malissimo. Ma male, proprio. Ripetitivo, prevedibile, troppo dettagliato in alcune parti (immaginate quali). I personaggi sono ridotti a due macchiette, due luoghi comuni ambulanti. Il primo dei tre libri è il meno peggio - anche solo per il finale meno scontato del previsto - ma è distante dall'essere bello. Gli altri due, a parte i cambi di situazioni, di luoghi e di personaggi secondari, ripetono il primo quasi parola per parola. D'altra parte immagino che esista un numero limitato di sinonimi per dire mugugnare/ansimare/mugolare/grugnire/gemere. Ma dato che i tre libri sono stati tradotti da tre persone diverse mi aspettavo un po' più di fantasia. Il secondo motivo - probabilmente il principale - che dà successo a questa specie di Twilight coi frustini è il senso di trasgressione che dà alla sciura Pina di turno, senza comportarne i rischi effettivi. Un po' come le montagne russe: ti danno il brivido senza pericolo vero. Ti senti una cattivona senza diventare una reietta sociale. Trasgredire senza rischi, e senza che nessuno ti legni per davvero - si ringrazia la gentile Anastasia per averci messo letteralmente il culo. Così una masnada di casalinghe più o meno disperate e di ragazzine con tanta voglia di sentirsi esperte possono vagheggiare sul torbido (ah già, un'altra delle parole abusate nella trilogia) Christian Grey e pensare che saranno loro, a salvarlo dalle tenebre in cui si trova. Così anche il lato crocerossino che spesso affligge noi portatrici di utero viene gratificato.
Tutto sommato è una trilogia che appaga, se non si bada alla scrittura, alla ripetitività e al fatto che è un libro destinato al solo pubblico femminile. E della letteratura non unisex c'è da diffidare.
Ah, ovviamente il titolo del post l'ho fregato alla Littizzetto.
Canzone del giorno: in onore ai sopracitati libri, Mrs. Robinson, Simon & Garfunkel
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